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Una giornata particolare: 26 marzo 1944, la Missione Ginny II si conclude tragicamente

Pillole di storia: domande e risposte per “rispolverare” un avvenimento tragico
English version here

Il 26 marzo 1944 i tedeschi fucilarono ad Ameglia (La Spezia)1 15 soldati statunitensi catturati nel corso di una missione di guerra.

Dopo 80 anni dall’eccidio ricordiamo brevemente l’episodio2, traducendo il testo, in omaggio alle vittime, anche in lingua inglese.

I soldati statunitensi erano3:

  • Vincent Russo, di 28 anni, tenente US Army
  • Paul J. Traficante, di 26 anni, tenente US Army
  • Alfred L. De Flumeri, di 33 anni, sergente US Army
  • Liberty J. Tremonte, di 24 anni, caporale tecnico US Army
  • Joseph M. Farrell, di 22 anni, caporale tecnico US Army
  • Salvatore DiSclafani, di 28 anni, caporale tecnico US Army
  • Angelo Sirico, di 23 anni, caporale tecnico US Army
  • Thomas N. Savino, di 29 anni, caporale tecnico US Army
  • John J. Leone, di 22 anni, caporale tecnico US Army
  • Joseph A. Libardi, caporale tecnico US Army
  • Livio Visceli, di 28 anni, sergente tecnico US Army
  • Dominick Mauro, di 27 anni, sergente US Army
  • Joseph Noia, di 25 anni, sergente US Army
  • Rosario Squatrito, di 22 anni, caporale tecnico US Army
  • Santoro Calcara, di 24 anni, caporale tecnico US Army.

Come si chiamava la missione di guerra di cui i soldati erano stati incaricati, quando avvenne, da chi ebbero tale compito?

La missione si chiamava “Ginny II4, avvenne in data 22 marzo 1944, su ordine dell’OSS5.

A quale reparto appartenevano i soldati statunitensi? Erano riconoscibili come soldati? Qual era il compito della loro missione?

I componenti del Commando appartenevano tutti all’US Army OSS 2677 Special Reconnaissance Regiment (Company D), vestivano tutti l’uniforme e dovevano interrompere, tra Bonassola e Framura, la linea ferroviaria, strategica per le comunicazioni tedesche e per i rifornimenti alla Linea Gustav.

Quando e con quale mezzo arrivarono? Come era stato programmato il loro arrivo e il loro rientro?

Arrivarono dalla Corsica, a bordo di motosiluranti6, nella notte del 22 marzo 1944, e, tramite tre gommoni, sbarcarono sulla spiaggia, tra Bonassola e Framura; dopo il sabotaggio, per il ritorno, da attuare sempre a bordo dei gommoni, sarebbero stati attesi dalle stesse motosiluranti.

Che cosa successe realmente?

Il punto di sbarco risultò diverso da quello previsto, e molto lontano dal punto del sabotaggio, i contatti “in loco” non si attivarono subito, le motosiluranti, che avrebbero dovuto all’occorrenza recuperare i soldati, non poterono farlo per sopravvenute difficoltà, ed essi dovettero nascondere, con problemi, tutto il loro materiale, compresi i gommoni, trovare un rifugio e, poiché non era previsto che rimanessero lì, cercare anche del cibo. Un ragazzo del luogo li aiutò ma, purtroppo, un altro abitante avvertì il posto di guardia fascista e i 15 militari statunitensi vennero fatti prigionieri.

Questo successe il 24 marzo 1944.

lapide in loc. Punta Bianca

Che cosa accadde nell’intervallo di tempo tra la loro cattura e la fucilazione?

Brevemente interrogati a Bonassola, furono poi portati alla Spezia, dove subirono veri e propri interrogatori da parte di ufficiali tedeschi che sapevano la lingua inglese. Ciò avvenne a Carozzo, presso il Comando della 135° Brigata da Fortezza agli ordini del Colonnello Kurt Almers. Egli trasmise la notizia al suo superiore generale Anton Dostler del LXXV Corpo d’Armata. Dostler informò, a sua volta, il Comandante supremo tedesco in Italia, Feldmaresciallo Albert von Kesselring, ricevendo, secondo la testimonianza resa successivamente dallo stesso Dostler, l’ordine di fucilarli, sulla base dell’ordine del Führer per l’eliminazione dei Commando catturati dietro le linee. E così accadde, sebbene Kurt Almers avesse tentato, in data 25 marzo 1944, di far annullare a Dostler l’ordine di esecuzione.

Quando e dove avvenne la loro fucilazione?

I 15 militari statunitensi furono portati ad Ameglia, dove vennero fucilati in località Punta Bianca, all’alba di domenica 26 marzo 1944, senza alcun processo, forse alla presenza della popolazione, e poi sepolti in località isolata di quel territorio.

Dopo la guerra, qualcuno ha pagato per la loro morte?

Il Generale Anton Dostler fu processato a Caserta7 da un tribunale alleato per crimini di guerra e condannato a morte, sentenza eseguita mediante fucilazione ad Aversa il 1° dicembre 1945. Non fu possibile, in quel contesto, dimostrare la responsabilità di Albert von Kesselring riguardo ai fatti, sebbene, all’epoca di essi, egli si trovasse, come accertato in seguito, addirittura in Liguria.8

Il generale Dostler con il suo interprete Albert O. Hirschman durante un’udienza del processo.

Note

1 Nel Comune di Ameglia esistono più targhe in memoria della fucilazione (luogo), del loro seppellimento (luogo) e una in ricordo dell’episodio (con tutti i nomi dei 15 soldati).

2 Numerosi sono coloro che si sono interessati all’eccidio nel corso degli anni. Tra essi, Maurizio Fiorillo, che compila la scheda “Episodio di Punta Bianca, Ameglia”; Giorgio Pagano, che scrive in data 3 aprile 2022 “Dalla Corsica a Punta Bianca. Il viaggio senza ritorno di 15 giovani” e “Kesserling e le menzogne sull’episodio degli americani a Punta Bianca” in “Ameglia informa”, maggio 2022 e seg..
Sia Maurizio Fiorillo che Giorgio Pagano indicano numerose fonti di appoggio.
Molto articolata e documentata, riguardo allo svolgersi della missione, cattura dei soldati, loro fucilazione e processo relativo alla loro uccisione, è anche la voce relativa su Wikipedia.

3 L’elenco è stato trascritto integralmente dalla Scheda di Maurizio Fiorillo (V. Nota 2).

4 L’impresa era stata già tentata, ma inutilmente, nella notte tra 27 e 28 febbraio 1944 (Missione “Ginny I”).

5 Office of Strategic Services.

6 PT 214 e PT 210

7 Il processo a Dostler viene ritenuto, giuridicamente, l’apripista per il processo di Norimberga.

8 Giorgio Pagano, riprendendo il libro di Sandro Antonini “Generali e burocrati nazisti in Italia:1943-1945” e il saggio “Kesserling, via Rasella e la ‘missione Ginny’” dello storico statunitense Richard Raiben, scrive un articolo sul fatto che, proprio nei giorni della strage, Kesserling era in Italia, anzi in Liguria, e il 24 marzo 1944, alle 10,45 alla Spezia.


It was the day of March 26th, 1944

(Translated by Tamara Corning and Valerio Martone)

Snippets of history: a few questions and answers to remember a tragic event.

On March 26th, 1944 German soldiers executed 15 American soldiers by firing squad after they were captured during a war mission.

Eighty years after the massacre, we revisit the episode and include the text in English as a tribute to the victims.

The American soldiers were:

  • Vincent Russo, 28 years old, Lieutenant of the US Army
  • Paul J. Traficante, 26 years old, Lieutenant of the US Army
  • Alfred L. De Flumeri, 33 years old, Sergeant of the US Army
  • Liberty J. Tremonte, 24 years old, Tech Corporal of the US Army
  • Joseph M. Farrell, 22 years old, Tech Corporal of the US Army
  • Salvatore DiSclafani, 28 years old, Tech Corporal of the US Army
  • Angelo Sirico, 23 years old, Tech Corporal of the US Army
  • Thomas N. Savino, 29 years old, Tech Corporal of the US Army
  • John J. Leone, 22 years old, Tech Corporal of the US Army
  • Joseph A. Libardi, Tech Corporal of the US Army
  • Livio Visceli, 28 years old, Tech Corporal of the US Army
  • Dominick Mauro, 27 years old, Sergeant of the US Army
  • Joseph Noia, 25 years old, Sergeant of the US Army
  • Rosario Squatrito, 22 years old, Tech Corporal of the US Army
  • Santoro Calcara, 24 years old, Tech Corporal of the US Army.

What was the name of the war mission to which the soldiers were entrusted? When did it happen? Who gave them this duty?

The mission was called “Ginny II”. It occurred on March 22nd, 1944 under the OSS orders.

What was the military unit of the American soldiers? Were they recognizable as soldiers? What was the final goal of their mission?

All the men of the commando were part of the US Army OSS 2677 Special Reconnaissance Regiment (Company D). All of them wore a military uniform. Their final goal was to blow up the railway line between Bonassola and Framura, which was strategic for both German communications and their supply lines that reinforced the Gustav line.

When and how did they arrive? How was their arrival and return planned?

They arrived from Corsica during the night of March 22nd, 1944, using PT boats. They landed on the beach between Bonassola and Framura using three rubber dinghy boats. After the sabotage, the plan was to use the same means of transport to return.

What actually happened?

They landed in a different place than they had intended to, which was very far from the point of the sabotage. Due to this error, the local contacts did not come to action immediatly. Causing further complications, the PT boats, which the soldiers should have used for their return, couldn’t recover them because of unexpected difficulties. At this point, the American soldiers weren’t where they were supposed to be, so they had to hide all their equipment and find refuge and food. They found help from a local boy, but unfortunately another local inhabitant notified their presence to the local fascist guard post and the 15 American soldiers were taken as prisoners. All of this happened on March 24th, 1944.

What happended in the time between being captured and their executed by firing squad?

After being briefly questioned in Bonassola, they were brought to La Spezia, where they were interrogated by English speaking German officers. This took place in Carozzo, at the command post of the 135th Fortress Brigade, under the command of Colonel Kurt Almers. Almers informed his superior in command, the General of the LXXV army corps, Anton Dostler who in turn informed the supreme German commander in Italy, General Field Marshal Albert von Kesserling. According to the testimony later released by Dostler himself, it was von Kesserling who gave the execution orders, as ordered by the Führer himself for the enemy commandoes caughts behind the lines. Despite the efforts of Kurt Almers to cancel the execution orders on March 25th, 1944, it became a reality.

When and where they were executed?

The 15 American soldiers were brought to Ameglia, where they were executed by firing squad near Punta Bianca, at dawn on Sunday, March 26th, 1944, without a trial, perhaps in the presence of the local citizens, and then buried in an isolated location in the area.

After the war, did anybody pay for their death?

General Anton Dostler was tried in an Allied war trial in Caserta for war crimes and sentenced to death. The sentence was carried out by firing squad in Aversa, on December 1st, 1945. Despite the fact that it was later verified he was in Liguria at the time everything happened, in 1945 it was not possible for the courts to prove any responsibility on the part of Albert von Kesserling.

Note: see the original text in Italian for the bibliography.

Giorni con la Storia: Ilenia Rossini

Autori, autrici e protagonisti/e

Lunedì 4 Marzo 2024 ore 17
Centro studi “Memoria in rete” , Via G.B.Valle 6, La Spezia

Ilenia Rossini autrice di Un fiore che non muore. La voce delle donne nella Resistenza italiana (Red Star Press, 2022)

Dialoga con Annalisa Coviello, giornalista

Giorni con la Storia: Cinzia Dutto

Autori, autrici e protagonisti/e

Venerdì 22 Febbraio 2024 ore 17
Presso il Centro studi “Memoria in rete” , Via G.B.Valle 6, La Spezia

Cinzia Dutto, autrice de Il diario di Maria – Storie di donne sulle montagne della Resistenza (LAReditore,2023)

Dialoga con Annalisa Coviello, giornalista

Una giornata particolare: in occasione del 79° Anniversario del Rastrellamento del 20 Gennaio 1945

A cura di Sandro Centi

Il 20 Gennaio 1945 avveniva il rastrellamento nazifascista, che può essere correttamente definito come uno dei fatti d’arme più importanti per la Cronologia della IV Zona Operativa.

Il rastrellamento, spesso ingiustamente trascurato dalle cronache e dalla storiografia generale, è, in realtà, per molti versi, decisivo riguardo all’evoluzione della guerra in Italia, e quindi la sua rilevanza va ben oltre il territorio spezzino.

Mario Fontana, Comandante della IV Zona Operativa, nella sua “Relazione sull’attività operativa svolta dai reparti della IV Zona dal luglio 1944 al 25 aprile 1945” così descrisse quei giorni:

Questa azione [NdR: cioè il rastrellamento] preparata lungamente ed accuratamente eseguita con enormi forze dotate di moderno materiale da guerra, condotta con decisa volontà di liquidare definitivamente le formazioni patriote della IV Zona, costituisce un definitivo ed inglorioso scacco di tutte le speranze fasciste. Sono 20.000 uomini stupendamente armati che vengono irreparabilmente gettati sulle posizioni di partenza da 2.000 patrioti che oltre al loro coraggio, alla loro fede, al loro spirito di sacrificio, al desiderio di immolarsi per i principi della libertà non avevano che armi portatili individuali, talune delle quali, come lo Sten, li obbligavano a buttarsi sotto per poterle usare.”

Insomma, la superiorità tecnica nazifascista non poté nulla contro un movimento partigiano che, attraverso tappe non facili, non sempre lineari, più di una volta dolorose, aveva però maturato una consapevolezza con la quale si era mostrato in grado di fronteggiare un nemico tanto più potente.

Nella 79° ricorrenza del rastrellamento, se qualcuno volesse leggere una veloce sintesi delle vicende occorse alle varie Brigate, nel quadro della massiccia operazione nazifascista, segnalo: La “Battaglia del Gottero”, una vera epopea senza retorica, pubblicata da ISR/ETS La Spezia, particolarmente utile per “rispolverare” la storia.

Quest’anno, tuttavia, ISR/ETS può presentare una novità che va a completare la pubblicazione, approfondendo alcune questioni.

Infatti, sulla scorta di quanto ho letto e sulla base di ricerche fatte, ho delineato due Mappe tridimensionali, a colori, con l’obiettivo:

a) di rendere chiara agli occhi di chi legge la vasta area del rastrellamento stesso e le forze nemiche impiegate in esso;

b) di far comprendere l’epicità dello sganciamento attuato dai partigiani del Battaglione “Vanni”1 che, dopo avere combattuto, si diressero, come era stato ordinato loro dal Comando IV Zona Operativa, verso il Monte Gottero, completamente innevato, arrivando a sopportare temperatura di 20 gradi sotto zero.

La Mappa n.12 delinea l’area del rastrellamento e le forze in campo. Ho lavorato ad essa basandomi su testi già noti, ma integrandoli a seguito di mie riflessioni, per mettere in evidenza le direttrici della manovra, specificando, dove possibile, i reparti nazifascisti impegnati.

Mappa 1,  Rastrellamento 20-1-1945, IV Zona Operativa
Mappa 1: Rastrellamento 20-1-1945, IV Zona Operativa

La Mappa n.23 chiarisce invece come il Battaglione “Melchiorre Vanni” (Comandante Astorre Tanca “Astorre”4; Commissario Politico Franco Mocchi “Paolo”) riesca a salvarsi, dapprima combattendo duramente verso Bozzolo e poi nella zona di Zignago, sganciandosi, infine, con l’ascesa quasi proibitiva, a causa delle condizioni climatiche e ambientali, della fame e dei vestiti non adatti, verso il Monte Gottero.

Mappa 2, Sganciamento dallo Zignago del Battaglione "Vanni", andata e ritorno, 20-24 gennaio 1945
Mappa 2: Sganciamento dallo Zignago del Battaglione “Vanni”, andata e ritorno, 20-24 gennaio 1945

Il cammino percorso, sull’andata e sul ritorno, fu incredibilmente lungo come chilometri e incredibilmente corto come capacità oraria di percorrerli, nonostante l’itinerario impervio, e la durissima giornata di combattimenti del 20 gennaio, che pesava sulle spalle di quegli uomini.

Il Battaglione “Vanni”, dopo avere combattuto senza sbandamenti, si ritrovò infatti, come stabilito, a Pieve di Zignago (sera del 20 gennaio 1945): qui la popolazione5 diede, con spirito fraterno, ai partigiani, tutto quel poco, praticamente quasi niente, che aveva, per cibarsi. Lo sganciamento avvenne in modo ordinato, e tendenzialmente omogeneo: se ci furono delle diversificazioni nei tempi, e delle variazioni di piccoli gruppi, esse furono causate dalla eventualità onnipresente di imboscate, dalla durezza del cammino, nonché dalla fatica e dai sintomi gravi di congelamento in numerosi partigiani.

Comunque, il ritorno dei primi gruppi6, e sembra quasi incredibile, avvenne già alla mezzanotte del 24 gennaio 1945, a Torpiana.


NOTE

1 La scelta di illustrare l’itinerario di tale Battaglione è dipesa dal fatto che ISR/ETS La Spezia sta preparando una pubblicazione su di esso, in cui confluiranno, tra le altre, le Mappe che vengono presentate nell’articolo. Per una visione complessiva delle vicende del Battaglione, V. https://www.isrlaspezia.it/strumenti/lessico-della-resistenza/battaglione-m-vanni/.

2 Per costruire la Mappa n.1 mi sono rifatto ai seguenti libri: AAVV, “La Battaglia del Monte Gottero”, ISR, 1970; Gimelli, Giorgio (a cura di Franco Gimelli), La Resistenza in Liguria. Cronache militari e documenti, Carocci, 2005; Fiorillo, Maurizio, Uomini alla macchia. Bande partigiane e guerra civile. Lunigiana 1943-1945, Editori Laterza, Roma-Bari, 2010; Battistelli, Pier Paolo, La Wermacht in Italia 1943-1945.Wehrmacht. Waffen-SS. Organisation Todt. SS e Polizei, Agrafe, 2022, nonché a vari documenti presenti in AISRSP.

3 Per costruire la Mappa n. 2 mi sono servito della Testimonianza di Giuseppe Mirabello “Apollo”, che fu impegnato, a capo del suo Distaccamento, tra Serò, Imara e Valle Oscura (in una carta militare del 1930 detta “Valle Scura”), confrontandola con le testimonianze di Saverio Sampietro “Falchetto” e Ottavio Chiappini “Lepre” (v. AISRSP) e con altri documenti di Archivio.

4 Astorre Tanca, Medaglia d’argento al VM alla memoria, muore, in combattimento, a Pieve di Zignago, il 4 marzo 1945

5 A proposito della popolazione, va ricordato brevemente, in questa sede, che essa non solo diede aiuto morale e materiale, ma che quella di Serò (dove si trovavano un Distaccamento del Battaglione “Vanni” e una Compagnia di “Giustizia e Libertà”, quest’ultima agli ordini di Giovanni Pagani, Medaglia d’oro al VM alla memoria, in seguito catturato sul Dragnone e poi fucilato (V. https://www.isrlaspezia.it/wp-content/uploads/2023/03/Pagani-Giovanni-largo.pdf), partecipò direttamente, prendendo le armi, ai combattimenti.

6 Tra essi, quello di Giuseppe Mirabello “Apollo” (V. Testimonianza).

Comunicato dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”

Milano, 3 marzo 2022

COMUNICATO

L’Istituto Nazionale Ferruccio Parri unisce la propria voce a quella di altri centri di ricerca, associazioni e gruppi di storici e studiosi esprimendo una ferma condanna per l’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, decisa dal suo Presidente Vladimir Putin, iniziata fra il 23 e il 24 febbraio scorso.

L’ingresso di truppe russe in Ucraina, precedentemente raccolte ai confini del paese, ha dato il via alla prima guerra di conquista su suolo europeo dai tempi della Seconda guerra mondiale, attuata con l’evidente intenzione di assoggettamento di una nazione indipendente della quale viene negato il diritto a un’esistenza autonoma.

L’Istituto sottolinea altresì l’uso distorto e distorcente della complessa storia di quella nazione e dell’intera storia europea e l’uso strumentale e falso di termini quali nazismo e genocidio.

La complessità della storia non può e non deve essere ridotta a slogan: la storia non può essere usata e rimodulata per un uso politico.

L’Istituto nazionale Ferruccio Parri aveva già espresso una ferma condanna per la chiusura arbitraria da parte della Corte Suprema della Federazione Russa di Memorial Internazionale e del Centro per i diritti umani di Memorial, lo scorso 28 dicembre, esprimendo la propria solidarietà ai ricercatori, alle ricercatrici e a tutti gli aderenti all’Associazione ingiustamente colpita: l’Istituto oggi ribadisce ancora con forza il valore della libertà della ricerca e della libera diffusione dei suoi risultati come presupposto vitale per una società pienamente democratica.

L’Istituto nazionale Ferruccio Parri, si impegna a promuovere lo studio e la conoscenza della storia dell’età contemporanea, la storia delle guerre nel Novecento, la storia europea.

Il Parri metterà a disposizione le risorse intellettuali e umane che animano la ricca rete nazionale per creare occasioni di comprensione, anche nell’evidenza delle conseguenze gravissime che il conflitto in corso ha già – e avrà ancora di più – sul quadro europeo e internazionale.

L’Istituto auspica una rapida cessazione dello scontro armato e la ricerca di una soluzione diplomatica, che ripristini quell’equilibrio internazionale che l’aggressione russa ha gravemente compromesso.

Auspica che in questa ricerca l’Unione Europea abbia un ruolo di primo piano, avviandosi finalmente verso quella comune politica estera e di difesa ancora non realizzata, ma oggi più che mai necessaria per garantire la pace e la sicurezza.

Il Presidente
Paolo Pezzino

Per Liliana Segre e i limiti di una storia piegata alla politica

L’ISR spezzino, con sentita e consapevole adesione, partecipa a tutte le iniziative volte ad onorare non solo il carattere simbolico, ma la concreta personalità etica ed intelligente di Liliana Segre, culminata nell’altissimo riconoscimento rappresentato dalla nomina a Senatore a vita della Repubblica.

Si tratta di un’autentica grande lezione civile e storica per una comunità internazionale che ha voluto costruirsi e fondarsi sulla sconfitta del fascismo internazionale e delle sue appendici, tra le quali, più di ogni altro, ha spiccato la vicenda dello sterminio della popolazione ebraica europea.

Il patrimonio etico ed intellettuale della Senatrice Segre non può dipendere da valutazioni fatalmente miopi di carattere politico.

Si tratta di una lezione accolta da tutti i cittadini in una Nazione rinata dopo gli orrori della dittatura e della guerra.

Siamo tutti allievi ed eredi di Liliana Segre! Non confondiamo la libertà di opinione con la proterva ignoranza della storia.

Nuovo incontro a Sarzana per le memorie della Resistenza di Mimma Rolla

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Lunedì 28 maggio, ore 18,30 piazza Luni a Sarzana.
Nell’ambito della manifestazione “I libri per strada – Le strade per il libro” si terrà la presentazione del libro “La mia Resistenza. Memorie e riflessioni di una partigiana” di Mimma Rolla, Edizioni Giacché, 2018
Intervengono Bianca Lena e Roberto Mazza
Presentazione di Ariodante R. Petacco
Con un saluto dell’ANPI
Letture di Paola Arrighi

Il “Diario della guerra di Spagna” di Ugo Muccini: nuova edizione

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Sarà presentato nella sala del consiglio comunale a Sarzana il prossimo martedì 22 maggio (ore 17.30) lo storico “Diario della guerra di Spagna” di Ugo Muccini, antifascista arcolano caduto nel 1938 sul fiume Ebro, dove si combatté la più dura e la più sanguinosa battaglia di tutta la guerra di Spagna: il volume, curato dallo storico Antonio Bianchi, è stato appena ripubblicato dalle Edizioni Giacché in una nuova edizione ampliata ed interamente rivista.

All’incontro parteciperanno Alessio Cavarra sindaco di Sarzana, Emiliana Orlandi sindaco di Arcola, Nicola Caprioni assessore alla Cultura di Sarzana, Italo Poma presidente dell’AICVAS (Associazione Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna) ed Antonio Bianchi, storico particolarmente attento agli eventi del Novecento spezzino e curatore dell’opera. La conclusione della giornata sarà affidata al ministro della Giustizia on. Andrea Orlando.

Il “Diario” di Ugo Muccini raccoglie la straordinaria testimonianza di questo ventenne comunista che fu in prima linea nella guerra di Spagna, combattendo al fianco delle forze repubblicane antifasciste. Completano l’opera un ampio inquadramento storico e una ricca raccolta di testimonianze e documentazione sugli antifascisti dell’area spezzino-lunigianese e massese.

A 80 anni dalla drammatica conclusione della guerra civile in Spagna grazie al diario di Ugo Muccini possiamo conoscere in “presa diretta” alcune fasi di quella battaglia rivoluzionaria che rappresentò un momento cruciale per la coscienza popolare europea e mondiale e che, come scrisse Elio Vittorini, «fu una scuola di massa , incubazione di nuove scelte che si dispiegarono compiutamente nella Resistenza». Il nome di Ugo Muccini fu scelto, tra l’altro, dalla principale formazione partigiana che operò sul territorio spezzino, la Brigata “Ugo Muccini” di cui fecero parte, tra gli altri, Anelito Barontini, Paolino Ranieri, Dario Montarese, Flavio Bertone.

Il manoscritto originale del “diario” è parte dell’Archivio Storico dell’Istituto (Fondo II. Attività Militare Bis, Serie 14 – Brigata d’Assalto Garibaldi “Ugo Muccini”, Numero generale: 577).

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