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Un ricordo corale, una visione unitaria: 25 aprile 2026

A cura di ETS-ISR La Spezia

L’Istituto Spezzino per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea, con il patrocinio del Comune della Spezia, in collaborazione con l’Alliance Française e con l’Associazione Culturale Italo-Tedesca, ha celebrato quest’anno la Festa della Liberazione1 in una dimensione storicamente allargata, ricordando, con versi e musica, la Resistenza italiana e alcune Resistenze europee, nel drammatico contesto della Seconda Guerra mondiale2.

Dalla sceneggiatura delle rappresentazioni, una al mattino per le scuole e una al pomeriggio per la cittadinanza, avvenute il 15 aprile 2026 al Teatro Dialma Ruggiero (La Spezia), ritagliamo le caratteristiche della IV Zona Operativa ligure (la nostra), per ricordarle in modo storicamente appropriato, compresa la partecipazione di più componenti di pensiero al moto resistenziale, così come il sacrificio di molti, che, appartenenti alle formazioni armate o alla rete clandestina urbana o alla popolazione civile3, caddero in città o sulle montagne e/o vennero deportati4, subendo spesso la morte nei campi di sterminio nazisti. Solo tale partecipazione, anche ideologica, plurale5, che ISR esplicita sempre, e con particolare cura quando la comunicazione è diretta alle Scuole6, ha reso possibile la liberazione da tedeschi e fascisti dell’Italia, aprendole la strada verso un avvenire democratico e più giusto, compresa la possibilità per le donne7 di votare (Costituente ed Elezioni amministrative del 19468).

Dalla sceneggiatura

“… La Resistenza italiana è ben nota a tutti. Fu ricostruzione della patria, una patria democratica, dopo il dramma dell’8 settembre 1943. Fu Resistenza di una moltitudine in cui per la prima volta ebbero una parte significativa le donne. Fu Resistenza politicamente unitaria dei partiti antifascisti organizzati nel Comitato di Liberazione Nazionale, fu, nella nostra zona, Resistenza militare specialmente sulle montagne e costruzione di reti clandestine in città. Fu Resistenza di categorie diverse della popolazione, fu Resistenza di giovani, tantissimi giovani, e di generazioni più anziane, fu Resistenza attiva, fu Resistenza protettiva, fu Resistenza di laici e di religiosi9, fu comunque Resistenza, un vero e proprio ‘romanzo di formazione’, con peripezie, momenti di arresto, maturazione anche dolorosa, contro tedeschi e fascisti. E fu una Resistenza che costò centinaia di morti sulle montagne e in città, e centinaia di deportati e morti nei campi di sterminio nazisti…”.

Bracciale di riconoscimento (nei giorni della Liberazione) di una donna appartenente alle SAP spezzine.

“…Per la IV Zona Operativa ligure, la nostra, facciamo solo tre nomi in rappresentanza di tutti: Pietro Mario Beghi, Segretario del CLN spezzino, Colonnello Mario Fontana, Comandante della IV Zona Operativa, Tommaso Lupi, Commissario politico della IV Zona Operativa.
Sicuramente la Resistenza militare sulle montagne non avrebbe potuto sopravvivere all’inverno durissimo e pieno di neve del 1944-1945. Mancava il cibo, non c’erano vestiti adatti, i tedeschi e i fascisti cercarono di dare una spallata ai resistenti con il drammatico rastrellamento del 20 gennaio 1945, ma non ci riuscirono, grazie anche alla popolazione, che protesse i combattenti e che, nel caso di Serò di Zignago, prese le armi insieme a loro…”.

Stralcio dalla “Mappa della Liberazione della provincia della Spezia”, edita in occasione del Sessantesimo della Liberazione (1945-2005).

“…Nel 1959, quando già si poneva il problema di come far passare il messaggio resistenziale da una generazione all’altra, Italo Calvino immaginò che un partigiano si rivolgesse direttamente a una ragazza ‘dalle guance di pesca’, per spiegarle, senza retorica, che cosa lo aveva spinto a fare la scelta della Resistenza, ad andare ai monti, a guardare oltre il ponte, a compiere, nonostante, e ciò viene detto chiaramente, ‘che non fossimo santi’, una scelta di fondo tra bene e male, per rendere possibile ‘l’avvenire di un giorno più umano e più giusto più libero e lieto’. Un avvenire scritto a lettere ben chiare nella Costituzione italiana, frutto della Resistenza”.

25 aprile 1945, La Spezia. Sfilata dei partigiani. In testata esponenti del Comando della IV Zona Operativa.

N.B. Immagine di copertina tratta dal racconto a fumetti di Yassine Essaid e Gianluca Broccini: La conquista della Libertà, pubblicata in Sentieri di Libertà – storie a fumetti, Fondazione ETS ISRSP, La Spezia, 19 aprile 2024


Note

1 V. a tale proposito l’articolo pubblicato lo scorso anno https://www.isrlaspezia.it/80-anniversario-di-una-giornata-particolare-25-aprile-1945-alla-spezia/ (a cura di Patrizia Gallotti e Maria Cristina Mirabello).

2 V. https://www.isrlaspezia.it/resistenze-tra-europa-e-italia-nella-seconda-guerra-mondiale-musica-e-versi-raccontano-la-storia/.

3 V. https://www.isrlaspezia.it/la-pluralita-resistenziale-e-le-vittime-civili-nello-stradario-di-un-quartiere-il-favaro-la-spezia/ a cura di Patrizia Gallotti e Maria Cristina Mirabello).

4 V. https://www.isrlaspezia.it/una-giornata-particolare-21-novembre-1944-il-grande-rastrellamento/ (a cura di Doriana Ferrato, Presidente ANED).

5 La pluralità ideologica della Resistenza in IV Zona (e delle sue formazioni) è ben ravvisabile in https://www.isrlaspezia.it/strumenti/lessico-della-resistenza/ ( a cura di M. Cristina Mirabello).

6 V. https://www.isrlaspezia.it/didattica/offerta-formativa-anno-scolastico-2025-26/ (responsabile Area didattica: Marcella D’Imporzano; per Territorio e Memoria: Sandro Centi).

7 La Resistenza è per le donne un momento cruciale di presa di coscienza e un modo per affiorare alla luce della storia.
Per i dati più aggiornati sul numero di donne riconosciute come partigiane o patriote in IV Zona, v. M. Elisabetta Tonizzi, Irene Guerrini, Marco Pluviano, Partigiane nella Resistenza in Liguria 1943-1945, De Ferrari, 2026.

8 V. https://www.isrlaspezia.it/il-ruolo-delle-donne-nella-nostra-storia/ (rassegna a cura di Annalisa Coviello)

9 V. a titolo esemplificativo https://www.isrlaspezia.it/wp-content/uploads/2024/12/Bertoni-Giovanni-e-Rossi-Pio-rotatoria.pdf e https://www.isrlaspezia.it/wp-content/uploads/2014/07/Scarpato-Mario-don-largo.pdf (a cura di Maria Cristina Mirabello).

Resistenze tra Europa e Italia nella Seconda Guerra Mondiale. Musica e versi raccontano la Storia

L’Istituto Spezzino per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea, con il patrocinio del Comune della Spezia, in collaborazione con l’Alliance Française e con l’Associazione Culturale Italo-Tedesca, celebra quest’anno il 25 aprile, Festa della Liberazione, in una dimensione storicamente allargata, ricordando, con versi e musica, la Resistenza italiana ed alcune Resistenze europee, nel drammatico contesto della Seconda Guerra mondiale.

Mercoledì 15 Aprile 2026
Centro Culturale Dialma Ruggiero,
Via Monteverdi 117 La Spezia,

ore 10,30 spettacolo per le scuole
ore 16,30 spettacolo per la cittadinanza (ingresso libero fino a esaurimento posti)

M. Cristina Mirabello – ISR La Spezia (sceneggiatura generale)
Linda Raggio – Alliance Française (Francia)
Chiara Cozzani – ACIT (Germania)

Attore: Riccardo Monopoli
Voce narrante: Monica Vergassola
Riprese: Saul Carassale
Montaggio: Sara Bonatti

Musica e canto dal vivo: Classe III del Liceo Musicale “Cardarelli”
diretta da Marco Montanelli e da Chiara Kihlgren

Regia: Riccardo Monopoli

Si ringrazia USR LIGURIA, Ufficio IV-Ambito territoriale della Spezia

Matteo Daniele Gualtieri presenta: “L’Italia s’è persa”

Venerdì 13 marzo 2026 | ore 17.00

Presso il Centro studi Memoria in rete (MIR)
Via Valle 6 La Spezia

Matteo Daniele Gualtieri, scrittore, presenta il volume L’Italia s’è persa
(PAV edizioni, 2025)
Terzo classificato al Premio Internazionale di Letteratura “Il Sigillo di Dante”.

Con lui dialoga Annalisa Coviello, giornalista.

Incisivo fin dal titolo, questo libro racconta un periodo davvero buio della nostra storia, quello che ha portato alla Liberazione dal fascismo.

Il protagonista è un uomo di regime, molto particolare: aiuta i partigiani, salva una famiglia ebrea, detesta i nazisti.

La violenza che fa e che lo circonda distrugge tutti i suoi ideali e, in parte, anche lui stesso. Il partigiano, suo alter ego, segue un percorso analogo: le ragioni che lo muovono si scontrano con una spirale di crudeltà spesso del tutto gratuite dalla quale sembra non esserci via d’uscita.

Scritto in maniera incalzante, il libro è uno spaccato di un’Italia completamente alla deriva, nella quale, però, si annidano i segni di una speranza nuova che si chiama libertà.

Italia, marzo 1945. La Seconda Guerra Mondiale è ormai agli sgoccioli. A Pontepiana, piccolo paese perso tra le colline fuori Milano, Carlo Rigomonti, maresciallo-capo della Repubblica Sociale Italiana, è chiamato a indagare su un luogo del crimine che ricalca alla perfezione il modus operandi della Banda Mameli, un gruppo di eversivi talmente fuori controllo da non essere riconosciuto neanche dai ranghi ufficiali della Resistenza. Per Carlo, la comparsa della Banda Mameli è l’ennesima sfida di un conflitto che sta mettendo a dura prova il suo stesso credo. Sentimento che sta provando anche Danilo, detto Morino, diviso tra il desiderio di vendetta per ciò che il regime fascista gli ha portato via, e la paura di perdere la propria umanità in nome di un bene superiore. Due uomini più simili di quanto possano immaginare, legati da una guerra fratricida e l’ultimo incombente atto di forza di Mazzini, il misterioso leader della Banda Mameli.

Matteo Daniele Gualtieri nasce a Milano il 10 Giugno 1990.
Laureato in Storia presso l’Università degli studi di Milano, si avvicina alla scrittura nel 2013 partecipando al concorso letterario bandito dall’agenzia letteraria STUDIO83 in collaborazione con la casa editrice Castello Volante Editore, venendo pubblicato sull’antologia “I RITORNANTI– Storie di ritorni impossibili” con il racconto breve “Labbra Scarlatte”.
Nel 2018, tramite l’Editrice GDS, esordisce con la sua opera fantasy “Gli eredi di Coeter – Promesse e Fantasmi“, per poi approdare nel 2020 nella casa editrice PAV Edizioni con la commedia romantica “Il tempo che perdiamo“.
Sulle sue pagine social tratta di Storia, musica italiana e cinema.

Scarica la locandina

Benemerenze civiche 2026: congratulazioni a Maria Cristina Mirabello

Il 21 febbraio 2026 il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha firmato il Decreto per la concessione delle Benemerenze Civiche 2026, attribuite, tra gli altri, a Maria Cristina Mirabello, storica della Resistenza, Vice Presidente della Fondazione ETS ISR-SP nonché membro della Commissione Didattica della stessa.

Le motivazioni: a “Maria Cristina Mirabello per l’appassionato impegno nel campo della ricerca storica, svolto con rigore e sensibilità civile. Le sue pubblicazioni dedicate alla Resistenza nello spezzino hanno permesso di onorare la memoria della città e di evidenziarne il ruolo cruciale come baluardo di dignità umana. Le sue opere rappresentano un punto di riferimento della storiografia locale, trasformando la ricerca in memoria viva e orientando le nuove generazioni ai valori della libertà e della democrazia.”

A lei vanno le congratulazioni sincere di tutto l’Istituto per questo importante riconoscimento.

Il comunicato

27 Gennaio: Giorno della Memoria

Bianca Paganini

La Fondazione ETS-ISR La Spezia, per ricordare la terribile vicenda dei campi di sterminio nazisti sparsi in tutta Europa, dà la parola alla spezzina Bianca Paganini, deportata politica a Ravensbrück.

L’intervista è stata realizzata il 6 dicembre 2006 dal Gruppo Giovani dell’ISR nell’ambito del progetto Voci della Memoria.

parte 1
parte 2

Qui la trascrizione dell’intervista, sempre a cura del Gruppo Giovani dell’ISR.

Le vicende di Bianca e di altre deportate politiche italiane sono state pubblicate nel libro “Le donne di Ravensbrück. Testimonianze di deportate politiche italiane” di Anna Maria Bruzzone e Lidia Beccaria Rolfi (Einaudi).

ISR La Spezia, ANED La Spezia e IRK-CIR hanno ricordato solennemente la figura di Bianca Paganini nel 2023, in occasione del decimo anniversario della morte.

Quando infuriava la bufera…

Ambiente, oggetti e materiali dei combattenti per la libertà.

Centro Studi Memoria in rete , Via G.B. Valle 6, La Spezia

Mirco Carrattieri

Scarpe rotte, eppur bisogna andar. Una storia della Resistenza in 30 oggetti.

Dialoga con la giornalista Annalisa Coviello

Alle ore 11.00 il relatore incontrerà gli studenti dell’Istituto Superiore Statale “Vincenzo Cardarelli”.

Una pagina di Resistenza spezzina: si fa la guerra, ma per ottenere una pace duratura

A cura di Maria Cristina Mirabello

Nel corso delle ricerche che mi hanno portato alla stesura del libro sul Battaglione garibaldino “Melchiorre Vanni”1, ho trovato numerosi documenti d’epoca che, argomentando, spesso con accenti di bellica fierezza, le ragioni della scelta resistenziale alla base della guerra contro tedeschi e fascisti, mantenevano però lo sguardo fisso sulla pace, una vera e propria bussola di orientamento per il futuro.

Basti pensare all’inno scritto da Giuseppe Fasoli2 in occasione della morte in combattimento (4 marzo 1945, Pieve di Zignago, La Spezia) di Astorre Tanca3, Comandante del Battaglione “Vanni” e Medaglia d’argento al V.M. alla memoria4.

Il testo mi è stato consegnato da Paola e Sandra Mocchi, figlie di Franco Mocchi “Paolo”, Commissario Politico5 del Battaglione, in occasione di un colloquio preparatorio al libro.

Astorre Tanca (Archivio ISRSP)

L’inno, composto al momento della morte di Astorre, fu cantato, come è scritto nella Nota6 che in questo articolo lo correda, quando, in Piazza Verdi, il 25 aprile 1945, i partigiani del Battaglione “Vanni” scesero finalmente alla Spezia. Ciò successe dopo la battaglia, vinta il giorno prima, insieme ad altre formazioni della IV Zona Operativa, a San Benedetto (Riccò del Golfo), contro una residuale ma agguerrita guarnigione tedesca, che non aveva voluto arrendersi7. Poi, probabilmente, la memoria del canto venne meno, fino al 1988, quando Franco Mocchi ne sollecitò la pubblicazione.

La copia, che, insieme alla Nota8, ho avuto grazie a Paola e Sandra Mocchi, fu inoltre sicuramente distribuita nell’ottobre 1996, durante una cerimonia tenuta al Passo del Rastrello, dove si trova, frutto del coordinamento di tre province (La Spezia, Massa Carrara e Parma), un impianto monumentale dedicato alla Resistenza9.

Senza commentare in modo analitico il testo, di evidente eco manzoniano-carducciana, mi limito a segnalare le ultime righe della strofe 6: “giammai più le armi prepari alla guerra, /la Pace risplenda e la libertà”. La strofe 6 è, chiaramente, in una posizione strategica, perché prepara il culmine della finale strofe 7, in cui l’uso delle maiuscole nel caso di “ITALIA SIA UNITA” (penultima riga) e “VOLONTARI DELLA LIBERTÀ” (ultima riga), sintetizza la coloritura della lotta, improntata alla libertà e volta ad un’Italia anche idealmente unita, dopo tanto soffrire e combattere.

D’altra parte, proprio tale finalità è stata recepita, in tutto il suo portato, nei principi fondamentali della Costituzione italiana, nata dalla Resistenza10.


Note

1 “Storia del Battaglione garibaldino ‘Melchiorre Vanni’. IV Zona Operativa”, Edizioni Giacché, La Spezia, 2025.

2 Giuseppe Fasoli (1919-2013), partigiano del Battaglione “Vanni”, laureato in Giurisprudenza, esponente politico del PCI nel Dopoguerra, più volte Deputato al Parlamento, nonché, per un periodo, Presidente ISR-La Spezia. V. anche una sua intervista.

3 Un intero Capitolo del libro sul Battaglione è dedicato ai drammatici fatti del 4 marzo 1945. La figura di Astorre Tanca, che guidò la salita al Monte Gottero dei suoi uomini, nell’ambito del più grande rastrellamento nazifascista in IV Zona Operativa, il 20 gennaio 1945, ricorre in numerosi passi della pubblicazione. Per una sintesi della biografia di Tanca, v. anche.

4 Per le giornate della Liberazione, v. “80° anniversario di una giornata particolare: 25 aprile 1945 alla Spezia”, a cura di Patrizia Gallotti e Maria Cristina Mirabello.

5 La figura di Franco Mocchi (1924-1994), diventato, nel dicembre 1944, giovanissimo, Commissario Politico del Battaglione “Vanni” e rimasto in tale funzione fino alla Liberazione, è ritrovabile in molti passi del libro dedicato alla storia del Battaglione.

6 La data e il luogo della cerimonia (ottobre 1996) sono sicuramente desumibili dai documenti che pubblichiamo. Va segnalato che nella Nota c’è un errore di data riguardo alla discesa dei partigiani alla Spezia. La discesa, infatti, avvenne il 25 aprile 1945 (e non, come si legge nella Nota, il 23 aprile).

7 La battaglia, combattuta da reparti garibaldini, si svolse sotto la guida di Mario Fontana, Comandante della IV Zona Operativa. Il Battaglione “Vanni”, dopo il 4 marzo 1945, era comandato da Eugenio Lenzi “Primula Rossa” (1917-1985), cui, nel libro sul Battaglione, sono dedicati numerosi passi.

8 La Nota, in cui c’è un cenno temporale alla concessione della Medaglia d’oro per attività partigiana alla provincia della Spezia (il Decreto del Presidente della Repubblica è del 12 aprile 1996), è contemporanea alla cerimonia del Rastrello.

9 Non a caso il titolo dell’Inno è “Voci dal Sacrario”, con riferimento al Sacrario che sorge appunto al Passo del Rastrello. Per l’impianto monumentale, v..

10 Art. 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

L’inno a Astorre Tanca

Voci dal Sacrario

Dai borghi, dai campi, dalle arse officine
ci unimmo nel nome d’Italia frementi
e le armi impugnammo nel giorno credenti
che la lotta ci desse la libertà.

E fummo legati ad un’unica sorte,
un’unica fede ci rese fratelli:
al giogo fascista noi fummo ribelli
per amor di giustizia e di Libertà.

Non certo fratello fu chi in casa ci pose
l’antico nemico: sì, quel di Legnano
sì, quel delle Cinque Giornate a Milano:
insieme ci tolsero la libertà.

Dicevano amore, spargevano odio;
gridavano patria, pensavano all’oro:
fu abuso, fu legge sfruttare il lavoro,
al probo operaio negar libertà.

Le case, gli averi: avean tutto distrutto;
i figli migliori gettati in catene.
Ma il popolo insorse, si oppose alle pene,
insorse e riprese la sua libertà.

Tornata è or la legge a difendere il giusto:
comune lavoro rinnova la terra:
giammai più le armi prepari alla guerra,
la Pace risplenda e la libertà!

Fu meglio la morte che il vile servaggio!
Non tregua né patti col truce oppressore
ITALIA SIA UNITA! È il grido d’onore
dei VOLONTARI della LIBERTÀ!

Giuseppe Fasoli
Passo del Rastrello – Sacrario Partigiano
Ottobre 1996
Nota all’inno

Questo inno fu dedicato alla memoria di Astorre Tanca, l’eroico comandante della Brigata “Vanni”, morto eroicamente in combattimento il 3 Marzo 1945 a Pieve di Zignago, quando l’autore, Giuseppe Fasoli, si era recato a Sasseta di Zignago per la sepoltura di Astorre, incaricato di restare sempre vicino alla madre di Lui – Armida – ed alla nipote Ordisia che la accompagnava.

L’inno venne subito insegnato ai partigiani garibaldini nella chiesetta di Imara ed essi poi lo cantarono come INNO DEI VOLONTARI DELLA LIBERTÀ durante la discesa alla Spezia il 23 Aprile 1945 e dopo, nelle manifestazioni che si susseguivano.

Nel 1988 Franco Mocchi, il commissario “Paolo”, proprio della Brigata “Vanni”, ne sollecitò la pubblicazione e ciò fu fatto. Oggi vivono ancora altri partigiani che ricordano bene che l’inno risuonò nei giorni della Liberazione anche in Piazza Verdi.

Nel momento in cui viene conferita la Medaglia d’Oro al V.M. alla Provincia della Spezia si trova opportuno farlo conoscere più ampiamente, con l’animo più sereno.

I tempi sono mutati. Ma i fatti storici non si possono dimenticare. Lo scontro politico oggi in Italia fortunatamente non più resta cruento come nel 1943-45. L’indignazione provata dopo le fucilazioni e le deportazioni del Novembre-Dicembre 1944, dopo i tanti morti nel rastrellamento del Gennaio 1945, le esecuzioni di Vezzano, Chiappa, Follo del Febbraio 1945, è stata giustamente superata.

La pacificazione è da considerare come onoranza ai Caduti. È quindi proprio dai Caduti che si deve ascoltare l’esortazione che gli Italiani si sentano uniti nel volere e costruire una Patria libera e sempre più giusta.

Pieve di Zignago, anni Cinquanta del Novecento (Collezione Zodda)

Attività della Fondazione ISR-SP nel periodo ottobre 2024-maggio 2025

La Fondazione ETS Istituto spezzino per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea ha svolto molte attività nel periodo ottobre 2024 – maggio 2025.

Di seguito si possono trovare riassunte ed illustrate sia le quattro attività organizzate dalla Commissione Didattica nell’anno scolastico 2024-25 con gli studenti e i docenti delle scuole della Spezia e di Sarzana, sia le iniziative che la Fondazione ha  destinato al pubblico (presentazione di libri, interventi con storici, eventi commemorativi.

Comunicato della Presidenza ETS- ISR La Spezia

La Presidenza della Fondazione ETS Istituto Spezzino per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, in occasione della manifestazione neofascista promossa alla Spezia il 17 maggio 2024, richiama non solo il comma 1 della XII Disposizione nell’ambito di quelle transitorie e finali della Costituzione italiana: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”, sottolineando l’espressione “sotto qualsiasi forma”, ma ricorda che lo spirito della Costituzione stessa, su cui si regge lo Stato italiano,  è profondamente antifascista, essendo scaturito dalla lotta resistenziale politicamente unitaria dei partiti antifascisti del CLN e  dalla scelta, rischiosa e gratuita, spesso culminata nella morte,  di  donne, uomini, giovani e meno giovani, contro il fascismo e il nazismo, per un’Italia libera, democratica e giusta.

Franco Franchini, anche uomo di scuola

Uno sguardo da oggi a 27 anni fa (anno scolastico 1997-1998, V A, Liceo Scientifico A. Pacinotti, La Spezia).

di Maria Cristina Mirabello

In occasione della presentazione al pubblico dell’archivio di Franco Franchini, donato liberalmente a ISR La Spezia dalla famiglia, ho recuperato dalle mie carte private un documento raro e significativo: le pagine che potete leggere testimoniano infatti la disponibilità di Franchini a spendersi per il mondo della scuola che, come tenne a dirmi, lo aveva visto figurare, per un breve periodo, anche come docente.

Nel 1997-98 la classe V A del Liceo Scientifico “Pacinotti” (Preside: Maria Giovanna Delfino) completò, avendolo in qualche modo già iniziato in IV, il Progetto “Patria, patrie: identità e differenziazione”. Le materie interessate furono: Italiano- Latino (docente: Marisa Bernardini); Storia- Filosofia (docente: Maria Cristina Mirabello).

All’epoca, avanzando, sia nei fatti che nel dibattito pubblico, il concetto di globalizzazione, le docenti interessate decisero di lavorare impostando una programmazione ricavata dentro l’orario curricolare, sul concetto di “patria” (svariate accezioni storico-letterarie di esso), a partire soprattutto dall’Ottocento, con riferimento specifico, ma non unico, all’Italia del Risorgimento e del Novecento, con propaggini, per Storia, fino al secondo Dopoguerra.

Il percorso, molto complesso, comprendeva testi primari e testi critici tratti da una pluralità di fonti, rispondendo allo scopo di indurre gli studenti a ragionare per problemi: su questi ultimi fu anche svolta una verifica finale, concordata tra le due docenti.

Quell’esperienza non fu però solo cartacea. Infatti, per Storia, ritenni che occorresse far sentire alla classe V A anche la viva voce di chi, nel corso della Resistenza, aveva scelto di agire, in nome di quali motivazioni, con quali modalità e scopi, a favore della “patria Italia”. Perché, come ben sappiamo, la Resistenza rappresentò tre guerre in una: patriottica, civile, di classe.

Tre furono le personalità della Resistenza, nonché, in un caso, della Deportazione, coinvolte: Bianca Mori Paganini (17 febbraio 1998), Flavio Bertone (26 febbraio 1998), Franco Franchini (11 marzo 1998 e 15 aprile 1998).

Lo schema-base degli incontri, e quindi delle domande che sarebbero state fatte, preparato in classe con gli studenti a seguito di una discussione assai vivace, venne fornito in anteprima a ciascuna delle tre personalità, anche se, di fatto, ogni incontro si diversificò molto, nel suo concreto attuarsi, dagli altri.

Come si può notare, solo Franchini fu impegnato per due tornate: perché i ragazzi furono molto curiosi di sapere e perché la prima seduta risultò essere una sorta di lezione frontale introduttiva a quella che sarebbe stata la parte più propriamente dialogica, costituita dal secondo intervento. Nell’intervallo di tempo, tra marzo e aprile 1998, la classe ebbe inoltre modo di completare con me argomenti di storia del Secondo Dopoguerra, che risultarono particolarmente utili per capire la riflessione complessiva di Franchini, il quale si mostrò molto contento di poter parlare con studentesse e studenti.

Il fascicolo è così composto: trascrizione sintetica dei due incontri curata da uno studente della V A, a.s. 1997-98; alcune pagine, del tutto riassuntive del Progetto, allegate per consentire a chi legge di contestualizzare l’incontro con Franco Franchini. NB: la riproduzione, consistendo in scansioni pdf da originale, è conforme a quest’ultimo, anche nei refusi di spaziatura.

Maria Cristina Mirabello
vicepresidente e responsabile scientifica di Fondazione ETS- ISR La Spezia


Il video del convegno

QUI il link al Fondo