L’ISR spezzino, con il contributo di Fondazione Carispezia, ha creato una nuova sezione del sito per ricordare quelle figure femminili che nel 1946 con il loro voto, con un gesto semplice, ma dal valore immenso segnarono un momento di svolta, tra entusiasmo, curiosità e consapevolezza di vivere un passaggio epocale.
A partire da dicembre 2025 e per tutto il 2026, ogni mese verrà pubblicato un testo di questa rassegna, a cura di Annalisa Coviello.
Elettrici del 1946non è soltanto una formula storica, ma un titolo simbolico di riconoscenza. Racchiude il senso di una conquista civile ottenuta con determinazione e vissuta come atto di libertà interiore e politica, che aprì la strada a un’Italia nuova, democratica e più giusta.
L’Istituto Spezzino per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea, con il patrocinio del Comune della Spezia, in collaborazione con l’Alliance Française e con l’Associazione Culturale Italo-Tedesca, ha celebrato quest’anno la Festa della Liberazione1 in una dimensione storicamente allargata, ricordando, con versi e musica, la Resistenza italiana e alcune Resistenze europee, nel drammatico contesto della Seconda Guerra mondiale2.
Dalla sceneggiatura delle rappresentazioni, una al mattino per le scuole e una al pomeriggio per la cittadinanza, avvenute il 15 aprile 2026 al Teatro Dialma Ruggiero (La Spezia), ritagliamo le caratteristiche della IV Zona Operativa ligure (la nostra), per ricordarle in modo storicamente appropriato, compresa la partecipazione di più componenti di pensiero al moto resistenziale, così come il sacrificio di molti, che, appartenenti alle formazioni armate o alla rete clandestina urbana o alla popolazione civile3, caddero in città o sulle montagne e/o vennero deportati4, subendo spesso la morte nei campi di sterminio nazisti. Solo tale partecipazione, anche ideologica, plurale5, che ISR esplicita sempre, e con particolare cura quando la comunicazione è diretta alle Scuole6, ha reso possibile la liberazione da tedeschi e fascisti dell’Italia, aprendole la strada verso un avvenire democratico e più giusto, compresa la possibilità per le donne7 di votare (Costituente ed Elezioni amministrative del 19468).
Dalla sceneggiatura
“… La Resistenza italiana è ben nota a tutti. Fu ricostruzione della patria, una patria democratica, dopo il dramma dell’8 settembre 1943. Fu Resistenza di una moltitudine in cui per la prima volta ebbero una parte significativa le donne. Fu Resistenza politicamente unitaria dei partiti antifascisti organizzati nel Comitato di Liberazione Nazionale, fu, nella nostra zona, Resistenza militare specialmente sulle montagne e costruzione di reti clandestine in città. Fu Resistenza di categorie diverse della popolazione, fu Resistenza di giovani, tantissimi giovani, e di generazioni più anziane, fu Resistenza attiva, fu Resistenza protettiva, fu Resistenza di laici e di religiosi9, fu comunque Resistenza, un vero e proprio ‘romanzo di formazione’, con peripezie, momenti di arresto, maturazione anche dolorosa, contro tedeschi e fascisti. E fu una Resistenza che costò centinaia di morti sulle montagne e in città, e centinaia di deportati e morti nei campi di sterminio nazisti…”.
Bracciale di riconoscimento (nei giorni della Liberazione) di una donna appartenente alle SAP spezzine.
“…Per la IV Zona Operativa ligure, la nostra, facciamo solo tre nomi in rappresentanza di tutti: Pietro Mario Beghi, Segretario del CLN spezzino, Colonnello Mario Fontana, Comandante della IV Zona Operativa, Tommaso Lupi, Commissario politico della IV Zona Operativa. Sicuramente la Resistenza militare sulle montagne non avrebbe potuto sopravvivere all’inverno durissimo e pieno di neve del 1944-1945. Mancava il cibo, non c’erano vestiti adatti, i tedeschi e i fascisti cercarono di dare una spallata ai resistenti con il drammatico rastrellamento del 20 gennaio 1945, ma non ci riuscirono, grazie anche alla popolazione, che protesse i combattenti e che, nel caso di Serò di Zignago, prese le armi insieme a loro…”.
Stralcio dalla “Mappa della Liberazione della provincia della Spezia”, edita in occasione del Sessantesimo della Liberazione (1945-2005).
“…Nel 1959, quando già si poneva il problema di come far passare il messaggio resistenziale da una generazione all’altra, Italo Calvino immaginò che un partigiano si rivolgesse direttamente a una ragazza ‘dalle guance di pesca’, per spiegarle, senza retorica, che cosa lo aveva spinto a fare la scelta della Resistenza, ad andare ai monti, a guardare oltre il ponte, a compiere, nonostante, e ciò viene detto chiaramente, ‘che non fossimo santi’, una scelta di fondo tra bene e male, per rendere possibile ‘l’avvenire di un giorno più umano e più giusto più libero e lieto’. Un avvenire scritto a lettere ben chiare nella Costituzione italiana, frutto della Resistenza”.
25 aprile 1945, La Spezia. Sfilata dei partigiani. In testata esponenti del Comando della IV Zona Operativa.
N.B. Immagine di copertina tratta dal racconto a fumetti di Yassine Essaid e Gianluca Broccini: La conquista della Libertà, pubblicata in Sentieri di Libertà – storie a fumetti, Fondazione ETS ISRSP, La Spezia, 19 aprile 2024
7 La Resistenza è per le donne un momento cruciale di presa di coscienza e un modo per affiorare alla luce della storia. Per i dati più aggiornati sul numero di donne riconosciute come partigiane o patriote in IV Zona, v. M. Elisabetta Tonizzi, Irene Guerrini, Marco Pluviano, Partigiane nella Resistenza in Liguria 1943-1945, De Ferrari, 2026.
L’Istituto Spezzino per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea, con il patrocinio del Comune della Spezia, in collaborazione con l’Alliance Française e con l’Associazione Culturale Italo-Tedesca, celebra quest’anno il 25 aprile, Festa della Liberazione, in una dimensione storicamente allargata, ricordando, con versi e musica, la Resistenza italiana ed alcune Resistenze europee, nel drammatico contesto della Seconda Guerra mondiale.
Mercoledì 15 Aprile 2026 Centro Culturale Dialma Ruggiero, Via Monteverdi 117 La Spezia,
ore 10,30 spettacolo per le scuole ore 16,30 spettacolo per la cittadinanza (ingresso libero fino a esaurimento posti)
M. Cristina Mirabello – ISR La Spezia (sceneggiatura generale) Linda Raggio – Alliance Française (Francia) Chiara Cozzani – ACIT (Germania)
Le motivazioni: a “Maria Cristina Mirabello per l’appassionato impegno nel campo della ricerca storica, svolto con rigore e sensibilità civile. Le sue pubblicazioni dedicate alla Resistenza nello spezzino hanno permesso di onorare la memoria della città e di evidenziarne il ruolo cruciale come baluardo di dignità umana. Le sue opere rappresentano un punto di riferimento della storiografia locale, trasformando la ricerca in memoria viva e orientando le nuove generazioni ai valori della libertà e della democrazia.”
A lei vanno le congratulazioni sincere di tutto l’Istituto per questo importante riconoscimento.
Ventidue anni fa veniva approvata la legge 92/2004 che istituiva il Giorno del Ricordo il 10 febbraio di ogni anno, al fine di non dimenticare tutte le vittime delle foibe, nonché l’esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre.
Riportiamo dalla legge istitutiva uno stralcio per illustrare la questione.
Legge 30 marzo 2004, n. 92 “Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004
Art. 1.
1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale «Giorno del ricordo» al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
2. Nella giornata di cui al comma 1 sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero.
il 10 febbraio è quindi il giorno del ricordo di una pagina drammatica, complessa e cruenta della storia contemporanea, da contestualizzarsi nell’ambito degli avvenimenti del Novecento, dei totalitarismi, delle due guerre mondiali, dei rapporti di forza e dei trattati di pace internazionali.
La Fondazione ETS-ISR La Spezia, per ricordare la terribile vicenda dei campi di sterminio nazisti sparsi in tutta Europa, dà la parola alla spezzina Bianca Paganini, deportata politica a Ravensbrück.
L’intervista è stata realizzata il 6 dicembre 2006 dal Gruppo Giovani dell’ISR nell’ambito del progetto Voci della Memoria.
Le vicende di Bianca e di altre deportate politiche italiane sono state pubblicate nel libro “Le donne di Ravensbrück. Testimonianze di deportate politiche italiane” di Anna Maria Bruzzone e Lidia Beccaria Rolfi (Einaudi).
ISR La Spezia, ANED La Spezia e IRK-CIR hanno ricordato solennemente la figura di Bianca Paganini nel 2023, in occasione del decimo anniversario della morte.
Centro studi Memoria in rete Via Valle 6 La Spezia
Catia Sonetti, Direttrice Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea nella provincia di Livorno (ISTORECO) ETS presenta il volume:
Attraversare il tempo con le parole Lettere di una famiglia ebraica da Livorno per Asmara, 1937-1947 (Il Mulino, 2023)
Il libro ricostruisce, attraverso 647 lettere familiari scritte tra il 1937 e il 1947, la storia di una famiglia ebrea livornese di farmacisti che aderì al fascismo… Ma si raccontano anche desideri di emancipazione femminile, fine dei matrimoni combinati, nuove forme familiari. Una narrazione corale che riflette la Storia d’Italia attraverso vissuti privati, mostrando come il fascismo travolse anche chi inizialmente lo sostenne. Una storia sociale e culturale ricca e differenziata che illumina un decennio fondamentale del nostro passato.
dialoga con l’Autrice la giornalista Annalisa Coviello