“Eravamo tutte donne con esperienze e sofferenze proprie, eravamo balzate un po’ in fretta, un po’ di colpo, all’elettorato attivo e all’elettorato passivo, unite nel desiderio di ricostruire la patria devastata e nella fondazione consapevole e coraggiosa di un nuovo ordinamento; alle spalle né per il periodo fascista né per il periodo prefascista trovavamo qualcosa che rispondesse in pieno ai nostri desideri e che ci rassicurasse per l’avvenire”.
Sagge parole, quelle di Angela Gotelli, e profondamente vere: era del tutto impensabile, prima, che una donna dicesse la sua in un’elezione politica. Ancora più incredibile che sedesse sugli scranni del Parlamento e, addirittura, contribuisse a scrivere la nuova Costituzione…
Nata in una piccola frazione di Albareto, in provincia di Parma, Angela è una delle “madri costituenti”, una delle 21 donne elette per la Democrazia Cristiana con 20.257 voti di preferenza nella circoscrizione ligure (Genova – Imperia – La Spezia – Savona) all’Assemblea che doveva definire la nuova forma di governo dell’Italia, diventata Repubblica. E’ legata al nostro territorio perché il padre, medico condotto, ha esercitato anche in Val di Vara, dove tuttora ci si ricorda della sua abnegazione sempre e in particolare durante la terribile epidemia di spagnola del 1918-19, che nella sola Italia ha fatto almeno 600mila morti, cifra molto sottostimata, ovviamente, perché all’epoca non si avevano fonti precise…
Lei ha frequentato il Liceo Classico alla Spezia e diventata amica della Beata Itala Mela, sua compagna di classe (uniche, in una scuola di soli uomini…) e poi di Università. A Genova, dove studia, Angela Gotelli si impegna subito nelle iniziative della F.U.C.I., la Federazione Universitaria Cattolica, di cui diventa Presidente Nazionale delle Universitarie negli anni 1929-1933. Lavora con Aldo Moro e con il futuro Papa Paolo VI, Giovan Battista Montini. Angela si laurea con una tesi su Bernardino da Siena. Non è un caso, questa scelta, perché il francescano, che sarà quasi subito Santo, si occupa, tema molto poco usuale nel Medioevo, di etica del lavoro…come farà poi la sua studiosa anche in Parlamento.
Lo scoppio del conflitto la riporta a Spezia, dove frequenta un corso da crocerossina e si dedica a quelle attività di assistenza che saranno una costante della sua vita, politica e non. Dopo l’8 settembre, ad Albareto, inizia a partecipare a numerose azioni di resistenza “sotterranee”, come gli scambi di ostaggi o l’assistenza e il rifugio per sbandati o partigiani. Nell’estate dello stesso anno, intanto, ha fatto parte del gruppo di intellettuali cattolici che hanno elaborato il Codice di Camaldoli, un documento che propone una visione dell’economia e della società basata sulla giustizia sociale e sul bene comune e che influenzerà la nostra Costituzione.
Al referendum del 2 giugno, il suo voto va, ovviamente, alla Repubblica; lei sarà una delle poche elette all’Assemblea costituente nelle file della Democrazia cristiana. In tale sede, partecipa con Nilde Iotti alla prima sottocommissione per i diritti e i doveri dei cittadini. Ha contribuito alla stesura dell’articolo 31.
“La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”.
Così recita il testo finale dell’articolo, che vuole aiutare la donna a poter svolgere la propria professione con l’aiuto, purtroppo, come ben sappiamo, ancora oggi molto teorico, delle istituzioni nel lavoro che è suo precipuo, quello di madre.
Molto importante anche l’attività di Angela Gotelli nella campagna elettorale che portò alle elezioni del 1948, le prime della recente Repubblica. Ha organizzato manifestazioni sindacali contro la disoccupazione e anche delle sfilate partigiane, per mantenere vivo il rapporto tra il suo partito, la Democrazia Cristiana, e la Resistenza. Addirittura, è riuscita a portare nella nostra città, il 12 aprile 1948, a fare un comizio, Alcide De Gasperi, fondatore della Democrazia Cristiana e per ben 8 volte Presidente del Consiglio, dal 1945 al 1953. Particolare curioso, il suo primo incarico lo aveva avuto ancora dal re…
Angela Gotelli, che viene eletta per 3 legislature alla Camera dei Deputati, nel 1948, nel 1953 e nel 1958, ricopre spesso ruoli importanti: sottosegretario alla Sanità, sottosegretario al Lavoro e promotrice di diverse iniziative a favore della scuola e dell’assistenza.
E’ conosciuta come “Legge Gotelli” la 43/1958 n.261 sul patronato scolastico, che si occupa proprio di potenziare questa istituzione per sconfiggere quella che Angela riteneva una delle piaghe da debellare per uno Stato migliore: l’abbandono scolastico. All’epoca, come è scritto nello stesso testo della legge, “su 100 iscritti in prima classe 46 non arrivano alla quinta”.
Angela Gotelli sarà poi sindaco di Albareto e, nel 1957, appoggia la formazione della giunta di Centrosinistra del Comune della Spezia: è il primo caso in Italia. Il sindaco è il democristiano Carlo Alberto Federici.
Per lei, la libertà delle donne doveva passare soprattutto dall’impegno civile, che espleta in attività di cura e assistenza sia sotto i bombardamenti sia in Parlamento. Le sue proposte infatti si sono concentrate su famiglia, istruzione, welfare e sanità, aree che riteneva essenziali non solo per una reale parità tra i sessi, ma per la stessa dignità umana.
Biblio/sitografia
https://www.isrlaspezia.it/wp-content/uploads/2022/03/Gotelli-Angela-via.pdf
https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/
https://www.fondazionenildeiotti.it/
Nicola Carozza-Angela Gotelli. Democristiana, costituente, antesignana delle politiche di welfare, Rubbettino Editore, 2023