Comando Unificato Militare Regionale Ligure

A cura di Maria Cristina Mirabello

Dal settembre 1943 al giugno 1944: prove di Comando, ovvero di Comitato Militare
Un primo Comitato Militare è attivo fin dall’inizio delle trame cospirative: collegato al CLN subito dopo l’8 settembre, risulta composto dal colonnello Mario Zino, dal colonnello Giacomo Ferrari e dal tenente colonnello Giulio Bertonelli. La formula centralizzata di tale organo risulta però scarsamente efficiente. Da qui la costituzione di un altro Comitato verso la metà ottobre 1943. In quest’ultimo sono presenti: Eros Lanfranco (Partito d’Azione), Adriano Pieragostini (Partito Comunista), Umberto Lazagna (Partito Liberale), Dante Bruzzone (Partito Socialista), Enrico Raimondo (Democrazia Cristiana).

Creazione del Comando Militare Unificato Ligure: composizione e compiti- Dal giugno 1944 al febbraio 1945
Alla fine di giugno 1944 il CVL (Corpo Volontari della Libertà) per l’Alta Italia dispone che sia costituito in Liguria un Comando Militare Unificato, ratificato dal CLN Ligure il 1 agosto 1944. Dal verbale della riunione si ricava che il Comando Militare, integrato di un elemento tecnico-militare, va a sostituire il Comitato Militare, già esistente ed operante dall’autunno 1943. Nell’ambito del Comando sono create una Sezione Operativa formata appunto dall’elemento tecnico-militare e dai rappresentanti militari del Partito d’Azione, Partito Comunista e Partito Socialista. Sono inoltre create altre Sezioni per svolgere vari compiti ad esse demandati. La direzione di tali sezioni è affidata ai rappresentanti militari del Partito Liberale (Sabotaggio), della Democrazia Cristiana (Intendenza e servizi), del Partito Repubblicano (Mobilitazione). Risulta inoltre, sempre dal verbale del 1 agosto 1944, che le decisioni del Comando devono essere prese a maggioranza.

Il primo Comando unificato regionale risulta così composto: generale Cesare Rossi (“Carli”), indipendente, Tenente Colonnello Giulio Bertonelli (“Balbi”) del Partito d’Azione, Franco Antolini del Partito Comunista, quasi subito sostituito da Anton Ukmar (“Miro”), avvocato Enrico Raimondo (“Leonardi”) della Democrazia Cristiana, avvocato G. Battista Bianchi (“Clementi”) del Partito Repubblicano, avvocato Renato Martorelli (“Renato”) del Partito Socialista, ingegnere Mario Albini (“Giorgi”) del Partito Liberale.

Dalle Sezioni dipendenti dal Comando si diramano vari uffici, diretti ciascuno da elementi in genere rappresentanti i Partiti del CLN (ma anche da indipendenti):

  • dalla Sezione Operativa l’Ufficio Informazioni Militari, passato poi alla Sezione Sabotaggi (colonnello Giulio Bottari, indipendente), colonnello Alberto Ferraris (liberale), capitano Vito Pavano (indipendente), l’Ufficio Organizzazione (diretto da Giovanni Gilardi, comunista, Lorenzo Picco, socialista, Giovanni Trombetta, del Partito d’Azione, Ferdinando Croce, Liberale, l’Ufficio Stampa e Propaganda diretto da Tito Olivari, liberale, e Domenico Amoretti, comunista, l’Ufficio Aviolanci, diretto da Giulio Campi, comunista, e Ferdinando Merlo, liberale.
  • dalla Sezione Sabotaggi dipende l’Ufficio Sabotaggi diretto dall’ingegnere Gianfranco Gallo, liberale.
  • dalla Sezione Intendenza e Servizi l’Ufficio Acquisti diretto dall’ing. Giovanni Piuma, democristiano, l’Ufficio Collegamenti, staffette e trasporti diretto da Renzo Piovano comunista, la Direzione di Sanità militare diretta dal dott. Virgilio Bardellini, liberale, la Tesoreria e Contabilità tenuta dal responsabile della sezione stessa e designato dalla Democrazia Cristiana.
  • la Sezione mobilitazione e Squadre cittadine ha il compito di tenere i collegamenti fra le varie squadre che, legate ai vari partiti, agiscono nelle città.
  • la Segreteria del Comando Unificato è affidata all’architetto Guglielmo Blandini (“Pepe” e poi “Cannella”) che ha il compito di tenere anche i collegamenti con la Segreteria del Comando Brigate “Garibaldi”.

Le prime riunioni del Comando hanno luogo in un locale di via Carlo Alberto a Genova, poi in una stanza di via San Vincenzo, quindi nell’abitazione dell’ingegnere Mario Albini e in quella dell’ingegnere Lino Patri in corso Torino, nello studio dell’avvocato Enrico Raimondo in via Roma e in un altro appartamento in via della Libertà.

Fra le prime decisioni del Comando Unico, che si deve occupare di amalgamare in una organizzazione unitaria ed efficiente le sparse formazioni dei ribelli, è la suddivisione della Liguria in Zone che, a loro volta, si possano unificare intorno a Comandi Unici zonali, contribuendo a dare una fisionomia più efficiente alle attività resistenziali dei vari gruppi sia autonomi che ideologicamente connotati.

Questa è la suddivisione del territorio, soggetta nel tempo, a qualche variazione:

  • Ia Zona Operativa (Imperia), dalla valle del Roia a quella dell’Arroscia compresa;
  • II Zona Operativa (Savona) dalla valle dell’Arroscia a quella dell’Orba esclusa;
  • V Zona Operativa[1] (Genova) dalla valle dell’Orba alla valle dell’Aveto compresa;
  • IV Zona operativa (La Spezia) dalla valle dell’Aveto fin oltre i confini orientali della regione, compresi il territorio lunigianese posto sulla sponda destra del Magra e una notevole porzione a sinistra (v. approfondimento).

Va anche notato che la giurisdizione del Comando Unico si spinge anche in settori della provincia di Cuneo, Alessandria, Piacenza e Massa Carrara.

Il secondo Comando Militare Unificato: dal febbraio 1945 alla Liberazione
Nel corso dei mesi, nell’Organigramma del Comando Militare, avvengono mutamenti, sostituzioni, avvicendamenti, spesso necessari a causa degli arresti, tanto che, a seguito di numerosi arresti tra i quali quello del Comandante Cesare Rossi, del vice-Comandante Raffaele Pieragostini, del capo di S.M. Alfredo Amoroso, il 4 febbraio 1945 si forma un secondo Comando Militare. Di esso, ai massimi vertici, fanno parte il generale di Brigata Enrico Martinengo “Durante” (Indipendente) in qualità di Comandante Generale, nominato dal Comando generale del CVL, su proposta del Cln Liguria, Giovanni Trombetta per il Partito d’Azione, Carlo Farini per il Partito Comunista.

Vice Comandanti sono Costante Bianchi del Partito Socialista, Capo di SM, sostituito, perché ricercato, da Carlo Olivari, Egidio Ferralasco (Democrazia Cristiana) Ferdinando Croce (Partito Liberale) Rinaldo Mereta (Partito Repubblicano).

Martinengo, indipendente dal punto di vista politico, attento alle logiche dell’efficienza militare, si muove in questa dimensione, sia nell’ambito dei rapporti fra le varie formazioni partigiane che rispetto alle missioni alleate. Contribuisce inoltre alla elaborazione del Piano A[2], la cui prima versione, inviata a tutti i Comandi Zona e al Comando Piazza di Genova il 18 marzo 1945, reca la sua firma.

 
 

Partigiani a Genova in piazza De Ferrari il 25 aprile 1945

Partigiani a Genova in piazza De Ferrari il 25 aprile 1945 (fonte)

I tedeschi vengono fatti sfilare disarmati in via XX settembre a Genova il 25 aprile 1945

I tedeschi vengono fatti sfilare disarmati in via XX settembre a Genova il 25 aprile 1945. (fonte)

 
 

Fonti

  • Bertonelli, Giulio, Fra Val di Magra e Val di Vara- Le forze spezzine di G.L., in AA.VV., Più duri del carcere, Casa Editrice Emiliano degli Orfini, Genova 1946, pp. 278-279; pp.257-260; Zino, Mario, Il generale Rossi, (ibidem)
  • Bertonelli, Giulio, Appunti sul Comando Regionale Ligure del C.V.L, in La Spezia Rivista del Comune- Ristampa del n.4-6 del luglio-dicembre 1955 in occasione della riunione straordinaria del Consiglio Comunale del 13 Novembre 1971 sul tema “Continuità della Resistenza nella società civile”, p. 17 e segg.
  • Ricci, Giulivo, La colonna “Giustizia e Libertà”, Fiap-Ass. Partigiani Mario Fontana- ISR P.M.Beghi-SP, 1995,pp.117-119
  • Gimelli, Giorgio, La Resistenza in Liguria, Cronache militari e documenti, a cura di Franco Gimelli, Carocci, 2005; per le vicende del Comitato, poi Comando Militare, v. soprattutto Nascita delle organizzazioni unitarie clandestine, p. 29 e segg; Il Comitato militare clandestino pp.41-42; Arresti nel CLN e nel Comitato Militare p.93 e segg.; Il Comando Unificato Militare della Liguria p. 117 e segg.; La prima suddivisione in Zone Operative p. 119 e segg.; I Comandi Militari provinciali p. 138 e segg.; Alcune valutazioni del CLN Liguria e del CUMRL p. 139 e segg.; Arresti nel CLN e nel Comitato Militare p.167 e segg.; Origini e sviluppo del Comando Unificato ligure p. 667 e segg.; Il nuovo inquadramento militare del CVL pp.804-806; Il nuovo Comando Militare regionale p. 819 e segg.
  • Citiamo anche i nomi di personaggi la cui biografia non è presente in modo autonomo nel Dizionario della Resistenza Ligure (v. Fonti al punto seguente) ma che sono comunque ritrovabili nelle Cronache: Antonio Ferrari, Renato Martorelli, Alberto Ferraris, Vito Pavano, Tito Olivari, Domenico Amoretti, Ferdinando Merlo, Gianfranco Gallo, Giovanni Piuma, Guglielmo Blandini.
  • Gimelli, Franco; Battifora, Paolo, (a cura di), Dizionario della Resistenza in Liguria, Genova, De Ferrari, [2008?], (voce CUMRL; voce Comando Piazza, voce Z0ne Operative, voce Piano A; quindi biografie dei seguenti personaggi che citiamo in ordine, per come compaiono nella presente Scheda, Zino Mario, Bertonelli Giulio, Cesare Rossi, Franco Antolini, Anton Ukmar, Enrico Raimondo, G.Battista Bianchi, Mario Albini, Giulio Bottari, Giuseppe Gilardi, Lorenzo Picco, Giovanni Trombetta, Ferdinando Croce, Giulio Campi, Renzo Piovano, Virgilio Bardellini, Lino Patri, Raffaele Piergostini, Enrico Martinengo,
  • Martinengo, Enrico in Archos Biografie [IT BP691]
  • Fascicolo Piano Operativo A
  • Breve storia dell’insurrezione di Genova a cura di Paolo Emilio Taviani

 
 
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Note

[1] Dapprima terza Zona Operativa.
[2] Il Piano A per l’insurrezione di Genova, l’inizio della quale è stabilito la sera del 23 aprile 1945 nel corso di una riunione del CLN (presente lo stesso Martinengo) riunito nel collegio di S. Nicola nella Circonvallazione a monte, è affidato dal CUMRL al Comando Piazza, costituito nel febbraio 1945. Per il Comando Piazza, nato dopo lunghe discussioni dentro il CLN Liguria, si decide che sarà composto da un Comandante militare scelto al di fuori dei Partiti, in base a competenze tecniche, da due vice-Comandanti, di cui uno scelto a cura di Partito Comunista e Partito Socialista, ed uno scelto da Partito d’Azione e Partito Repubblicano. Il Comando Piazza sarà guidato dall’indipendente Mauro Aloni e composto da Giuseppe Ferrari (Partito d’Azione), vice comandante; Dante Conte (Partito Comunista), Commissario di Guerra; Alberto Boyer (Democrazia Cristiana), Segretario.