Progetto “Voci della Memoria: un archivio digitalizzato per la memoria nel futuro”

Una parte importante della memoria e dell’identità del nostro paese nasce dalla Resistenza. Essa coinvolse operai, contadini, militari e studenti, uomini e donne impegnati nella lotta armata ma anche nella diffusione della stampa clandestina, nella protezione e assistenza verso gli ebrei e i perseguitati politici, nel contrasto passivo alle imposizioni tedesche e fasciste. La Resistenza fu certamente un movimento di liberazione contro un occupante straniero, ma anche una guerra civile fra italiani e, per molti che vi presero parte, una lotta di “classe” per cambiare radicalmente gli equilibri sociali.
Per i partigiani appartenenti alle formazioni Garibaldi, Giustizia e Libertà, Matteotti, legate ai partiti politici antifascisti, e in generale per tutti i gruppi aderenti ai Comitati di Liberazione Nazionale (CLN), la Resistenza rappresentò un momento unitario e fondante di quei valori di pace, libertà e convivenza civile che, a guerra finita, sono confluiti nella Costituzione della nostra Repubblica.
Il ricordo di questo momento basilare della nostra storia è però spesso affidato a celebrazioni distanti dalla sensibilità delle giovani generazioni. La Resistenza rischia quindi di apparire sempre di più come un evento lontano nel tempo e ancora più distante dal vissuto, dai problemi e dalle speranze degli italiani di oggi. Questo “difetto di comunicazione” può avere conseguenze gravi, dato che ancora oggi i valori espressi dalla nostra Costituzione sono messi in discussione o persino negati.
Perché la Resistenza possa essere davvero compresa in tutta la sua importanza, è necessario che sia raccontata per quello che è realmente stata, al di fuori di qualsiasi retorica: un’esperienza drammatica, ma anche esaltante e formativa, vissuta da giovani spesso inesperti; una dura scuola di libertà per tanti italiani delle più diverse idee politiche o che proprio allora si affacciavano alla politica, un periodo violento, non privo di pagine oscure, ma anche ricco di umanità e speranze per il futuro.
Per questo nel 2006 l’Istituto Spezzino per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, attraverso il suo Gruppo Giovani, ha voluto creare un “archivio della memoria” che potesse contenere i racconti di molti fra i protagonisti e testimoni della Resistenza sul territorio spezzino-lunigianese, e che fosse in grado di ampliarsi e aggiornarsi continuamente.
Il ricorso alla memoria orale, al racconto diretto dei partigiani, delle staffette, dei membri delle organizzazioni clandestine ancora viventi, è uno strumento fondamentale per comprendere non tanto gli eventi della Resistenza locale, ma la soggettività, le motivazioni, le speranze, le paure, di chi li visse sulla propria pelle. Per le deformazioni tipiche della memoria (soprattutto a distanza di così tanti anni) le testimonianze raccolte possono presentare delle lacune, oppure contenere errori fattuali, opinioni e interpretazioni maturate solo molti anni dopo gli avvenimenti, forzature. Eppure esse certamente conservano la forza espressiva e la carica emotiva che sono proprie dell’esperienza vissuta e che le rendono non solo un indispensabile complemento alle altre fonti storiche, ma un modo unico per comprendere la storia e i valori della Resistenza.

Gruppo dei giovani ISR: Mirco Bonini, Vania Cappi, Daniela Destri, Camilla Fabbris, Maurizio Fiorillo.

Hanno partecipato al progetto: Michele Carlino (Giornalista e sceneggiatore), Guillermo Laurin (Regia tecnica e multimediale), Gabriella Lorenzini (Fotografa e segretaria di produzione), Marco Peruzzi (Web master), Alessandro Mallamaci (Grafico), Julio Urrego (Tecnico multimediale).

Si ringraziano per la preziosa collaborazione le dottoresse Patrizia Gallotti e Claudia Bocciardi dell’Istituto Spezzino per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea e l’Informagiovani della Spezia.

Un ringraziamento particolare a tutti gli intervistati.

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