Fondo III. Attività Politica

Il fondo Attività Politica comprende 7 serie documentali, in tutto 1416 carte del periodo dal 26/02/1944 al 14/04/1968.

III.1 Serie C.L.N. (Comitato Liberazione Nazionale)

La serie conta 204 carte con estremi cronologici dal 22/06/1944 al 4/03/1946.
Sono alcuni atti e deliberazioni del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (C.L.N.A.I.), alcune carte del Comitato di Liberazione Nazionale Regionale Ligure (C.L.N. Reg. Ligure) e lettere, verbali di riunioni e ordini del giorno che documentano l’attività e i rapporti tra il C.L.N. provinciale spezzino (C.L.N.P) e le formazioni partigiane dipendenti; ci sono poi alcuni documenti che riguardano i Sotto Comitati di Bolano e Madrignano, un documento del C.L.N. di Massa e, infine, alcune carte, in fotocopia, del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale (fasc. 635).
Nei primi mesi del 1944 si forma la struttura gerarchica dei Comitati di Liberazione Nazionale: al vertice, con deliberazione del C.L.N. centrale di Roma, si trova il C.L.N. lombardo, già nella veste di C.L.N.A.I. (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia), con il compito di dirigere la lotta partigiana in tutta l’Italia occupata. Dopo il 4 giugno ’44, vale a dire dopo la liberazione di Roma, il C.L.N.A.I. è l’organismo politico preposto a interloquire con gli Alleati e il governo centrale Bonomi, operando, di fatto, come rappresentante del Governo nell’Italia Occupata.
Al di sotto stanno i vari C.L.N. regionali. Il sistema dei C.L.N. regionali dirige e organizza la lotta partigiana, orientando le operazioni dei Comandi Unitari Militari regionali. Il C.L.N. Regionale Ligure comincia la propria attività immediatamente dopo l’8 settembre e, sul finire di ottobre, pubblica il periodico “Voce d’Italia”.
E’ diretta emanazione del primitivo Comitato dei Partiti Antifascisti attivo in Genova e ha il proprio organo tecnico militare nel Comitato Militare Ligure che diviene, nel giugno ’44, Comando unificato Regionale Ligure. Ne fanno parte Giulio Bertonelli (Balbi), Mario Zino (Lorenzino), Eros Lanfranco e il Colonnello Ferrari.
Il C.L.N. provinciale spezzino si forma ai primi d’ottobre del 1943. Nella sua prima veste partecipano i rappresentanti del Partito Comunista, Ennio Carando, del Partito Socialista, Pietro Beghi, del Partito Liberale, Carlo Naef. In un secondo momento aderisce anche il rappresentante della Democrazia Cristiana, Paolo Boracchia.
All’inizio del febbraio ’44 l’organismo si completa con l’adesione del Partito d’Azione nella persona di Mario Da Pozzo. Pietro Beghi ricopre l’incarico di segretario ininterrottamente fino alla Liberazione. Tra i primi d’aprile e il maggio ’44 in tutta la provincia si costituiscono C.L.N. comunali e frazionali.
Nel luglio del ’44 il C.L.N.P. spezzino affida ufficialmente a Mario Fontana il comando della I Divisione Liguria e, dopo lo sbandamento delle formazioni a seguito del rastrellamento dei primi d’agosto, incarica Pietro Beghi e Giovanni Rosso di riorganizzare il Comando Unico. Carando e Beghi, ricercati dalle SS, saranno costretti a fuggire.
Dal novembre ‘44 il C.L.N.P. spezzino si dà una nuova veste con Pietro Perpiglia (PCI), Ottorino Marcellini (DC), Giulio Bertonelli (PdA), Umberto Cavassa (PLI) e l’onnipresente Pietro Beghi, destinato a ricoprire il ruolo di Prefetto della Liberazione.
Nell’inverno del ’44 quest’ultimo si sposta ai monti (località Monticelli di Fabiano), in città rimangono come attivi rappresentanti del C.L.N.P. Antonio Borgatti (Silvio), Giovanni Rosso, Mario Ragozzini e Rolando Locori.
Ragozzini e Locori, insieme con Augusto Ravecca della D.C. animano anche il Comitato d’Agitazione Sindacale.
Nei primi mesi del ’45 il C.L.N.P. spezzino, nonostante difficoltà logistiche e crisi interne, si dimostra comunque in grado di coordinare le forze militari e si avvia a deliberare sulle cariche da ricoprire dopo la Liberazione che si avvicina. Il contatto con le formazioni è ora frequente e diretto.
Gli ultimi suoi atti vedono l’istituzione di numerose commissioni (giustizia, sequestro beni fascisti, economia, trasporti, alimentazione, epurazione etc.) per far fronte al nuovo periodo che si apre all’indomani della fine della lotta armata.

III.2 Serie Attività amministrativa IV Zona Operativa

La serie conta 36 carte del periodo compreso tra l’1/11/1944 e il 3/04/1945.
Si tratta di documenti che riguardano la creazione delle nuove giunte comunali nelle zone ormai sotto giurisdizione partigiana; sono organismi preposti ad affrontare problemi locali come quello alimentare e della sicurezza. In particolare le prime due carte riguardano la giunta del Comune di Rocchetta Vara. Altre carte della serie, più numerose, fanno luce sulla questione della riapertura delle scuole nelle zone liberate.
Si parla della scuola di Santa Maria di Scogna, della riapertura del circolo scolastico di Varese Ligure, di Sesta Godano e di Madrignano. La scelta dei docenti è demandata ai comandi di brigata e si fanno accordi col Provveditorato agli Studi per la corresponsione dei relativi stipendi.


III.3 Serie Direttive politiche

La serie conta 280 carte che vanno dal 17/05/1944 al 14/04/1945.
Si tratta di direttive e disposizioni emanate dalla Direzione Nazionale del Partito Comunista Italiano, alcune a firma del “compagno Ercoli” (Palmiro Togliatti). Riguardano la lotta armata, il sabotaggio di massa da parte degli operai nelle officine, appelli agli Italiani.
Tra le carte anche un quadro delle forze del PCI alla data del giugno ’44, lettere ai Triumvirati Insurrezionali e ai Comitati Federali.
E’ inoltre documentato il rapporto epistolare tra la Federazione spezzina del partito e quelle di altri centri e province (Lucca, Viareggio, Reggio Emilia) e lo scambio d’informazioni con Varese, Milano, Torino e l’Ossola.

III.4 Serie P.C.I. La Spezia

La serie comprende 585 carte del periodo tra il 22/03/1944 e il 14/04/1968.
Documenta il carteggio tra il Comitato Federale in città e quello ai monti, corrispondenza con le S.A.P. cittadine (Squadre d’Azione Patriottica), ordini del giorno, carte relative al Fronte della Gioventù e al movimento femminile, copie ed estratti de “L’Unità”, “La nostra lotta” e “La parola del popolo”, scritti informativi e propagandistici.
Alla Spezia il PCI comincia a riorganizzarsi dopo il 25 luglio 1943, col ritorno di numerosi prigionieri politici dal confino o dalle carceri. Il partito consolida il proprio programma politico e l’organizzazione sindacale nelle fabbriche. Di sicuro il PCI è l’unica forza politica antifascista che dispone di una struttura definita anche dal punto di vista organizzativo.
E’ Mario Ragozzini a dirigere e seguire l’organizzazione sindacale nelle fabbriche, mentre Anelito Barontini (Rolando), ispettore delle Brigate Garibaldi, è nominato segretario della Federazione spezzina alla fine del gennaio ’44.
Dopo Barontini è Giuseppe Poggi a guidare la Federazione e, dopo la sua uccisione, il suo ruolo è ricoperto da Antonio Borgatti (Silvio) che dalla fine del luglio ’44 rappresenta il PCI anche in seno al C.L.N.P. spezzino.
A guidare la lotta nelle fabbriche è il Comitato Federale clandestino, strutturato in Comitati di fabbrica. E, strumento primo per la propaganda, è la stampa clandestina che ha il suo fulcro nella tipografia diretta da Tommaso Lupi alla Rocchetta di Lerici, funzionante a pieno regime fino all’agosto del ’44.
A partire dal mese di ottobre 1943 il Partito Comunista crea il Fronte della Gioventù e i Gruppi di Difesa della Donna. Il primo è formato da giovani antifascisti, operai e studenti che si adoperano per tenere i collegamenti tra la città e i villaggi, diffondendo stampa clandestina di propaganda.
I secondi sono formati dal gruppo comunista delle ragazze che fanno da staffetta per il trasporto di informazioni, raccolgono denaro, vestiario e viveri per i partigiani.

III.5 Serie S.A.P. (Squadre d’Azione Patriottica)

La serie comprende 228 carte dal 14/02/1945 al 23/11/1946.
Il gruppo più corposo di documenti è costituito dalla relazione sull’attività delle S.A.P. dal settembre ’43 all’aprile ’45. Segue documentazione sul gruppo S.A.P. Giustizia e Libertà intitolato a Renato Mazzolani e sulle squadre di altre zone.
Le Squadre d’Azione Patriottica, insieme con i G.A.P. (Gruppi d’Azione Patriottica) costituiscono il presupposto per la lotta armata in città. Hanno il compito di fare propaganda antifascista, invitano alla diserzione, sobillano la popolazione e operano attraverso colpi di mano e sabotaggi per impadronirsi di armi e munizioni.
Le S.A.P. compaiono in città fin dal maggio ’44, molti loro elementi sono ufficiali della Marina Militare passati alla Resistenza; durante l’estate del ’44 si danno un proprio Comando Unico, collegato con il C.L.N.P. spezzino attraverso la figura di Giuseppe Grandis (Gisdippe). Il territorio della provincia sotto la loro giurisdizione è diviso in quattro zone: la prima con centro a Sarzana, la seconda con centro ad Arcola, la terza con centro a Migliarina, la quarta con centro a Portovenere. Fino al dicembre del 1944 il loro comandante è Renato Mazzolani.

III.6 Serie Giornali

La serie contiene 77 carte che vanno dal maggio 1944 al maggio 1954: vi si trovano esclusivamente copie di giornali, alcune fotoriprodotte.
“Il combattente“ e “L’informatore partigiano” sono fogli diffusi clandestinamente durante il periodo resistenziale, altri, come per esempio “Il cantiere”, risalgono al periodo post-bellico.
“Il combattente”, in particolare è l’organo dei distaccamenti delle Brigate d’Assalto Garibaldi, vi si possono leggere notizie sulle azioni militari più importanti e esortazioni alla lotta.

III.7 Serie Attività sindacali

La serie comprende 6 carte datate dal 26/02/1944 al 2/02/1945.
Si tratta di scritti relativi all’organizzazione sindacale dei lavoratori.
Le prime due carte sono una dichiarazione sulla realizzazione dell’unità sindacale, vi si auspica la costituzione di un organismo confederale per tutto il territorio nazionale da parte degli esponenti delle principali correnti sindacali: la “Confederazione Generale Italiana del Lavoro” (Roma, a firma di Giuseppe Di Vittorio, Emilio Canevari e Achille Grandi).
Quattro carte costituiscono “norme provvisorie sull’organizzazione sindacale dei lavoratori” a firma del segretario del C.L.N. della zona montana reggiana.
Infine, l’ultimo documento è una copia fotoriprodotta di un volantino stampato nella tipografia clandestina della Rocchetta di Lerici da Tommaso Lupi e Argilio Bertella. E’ l’invito allo sciopero generale in tutte le fabbriche e porta la data del 26/02/1944.