Fondo I. Attività Militare

Il fondo Attività Militare comprende 12 serie documentali, 3228 carte in tutto che abbracciano il periodo dall’08/01/1944 al 30/10/1947.
Come l’omonimo Fondo II, Attività Militare BIS, questo primo insieme di documenti copre l’intero arco temporale del periodo resistenziale nello Spezzino e offre uno spaccato della vita quotidiana ai monti, delle questioni interne alle formazioni e delle vicende prettamente militari che caratterizzano la IV Zona Operativa.

I.1 Serie Comando IV Zona Operativa

La serie comprende 706 carte che vanno dall’8/01/1944 al 30/09/1946 e mettono in luce i rapporti tra Comando Unico IV Zona e formazioni partigiane dipendenti.
E’ documentato il carteggio tra il Comando e la I Divisione Liguria, la II Divisione Cento Croci, la Colonna Giustizia e Libertà e le formazioni garibaldine (Battaglione Matteotti-Picelli e Battaglione Pontremolese), nonché il carteggio con il C.L.N.P. spezzino.
Si tratta di lettere contenenti disposizioni, ordini del giorno, relazioni sulle operazioni militari, quadri degli organici, dispacci su aviolanci, carte del S.I.M (Servizio Informazioni Militari) e del S.I.P. (Servizio Informazioni Politiche ) e corrispondenza varia; tra queste carte ci sono anche alcune brevi comunicazioni che intercorrono tra il Comando Unico e il Comando Militare Alleato rappresentato dal Maggiore inglese Gordon Lett e successivamente dal Magg. Henderson nella zona di Rossano.
Si segnala inoltre un piccolo gruppo di carte che documentano gli antefatti della creazione del Comando Unico, quando le formazioni partigiane stanno per passare dalla fisionomia di bande e piccoli gruppi a veri e propri reparti strutturati di combattenti. E’ la fase della creazione della Brigata Liguria, nel giugno 1944, quando, a Groppo di Borgo Val di Taro, si riuniscono i comandanti militari e i commissari politici delle allora cinque formazioni esistenti (Battaglione Cento Croci, Distaccamento Tullio, Distaccamento Salvatore, Distaccamento Signanini, Distaccamento Internazionale).
La IV Zona Operativa si estende al territorio della provincia della Spezia e a parte di quella di Massa Carrara. E’ delimitata a nord dal massiccio del Monte Gottero, a sud dal mare (Cinque Terre fino a Deiva), a est dal fiume Magra. Vi corre il passaggio di due strade statali d’importanza nevralgica: la S.S. Aurelia che collega con Genova e la S.S. della Cisa e quello di due linee ferroviarie (Parma-La Spezia, Genova-La Spezia).
Il Comando Unico IV Zona si costituisce formalmente il 18 luglio ’44, quando il C.L.N. provinciale spezzino decide di conferire al colonnello Mario Fontana (Turchi, Cossu) il coordinamento di tutte le formazioni partigiane e delle relative operazioni militari. Nasce infatti l’esigenza di mutare la guerriglia di bande in una lotta pianificata secondo un inquadramento superiore.
Il rastrellamento del 3 agosto ’44 scompagina le formazioni e porta alle dimissioni, fortunatamente temporanee, di Mario Fontana.
A partire dal novembre ’44 dal Comando Unico dipenderanno due Divisioni: la Divisione Liguria Monte Picchiara e la Divisione Liguria Centocroci.
Alla prima faranno capo: la Colonna Giustizia e Libertà e le formazioni del Raggruppamento Garibaldi; alla seconda la Brigata Varese e la Zerasco. Ambedue le Divisioni disporranno di un tribunale divisionale e di un servizio di Polizia patriottica.

I.2 Serie Comando I Divisione Liguria

La serie conta 923 carte che coprono il periodo dal 4/09/1944 al 5/07/1945.
Sono lettere e dispacci tra il Comando I Divisione e alcune delle formazioni dipendenti (Brigata Cento Croci, Colonna Giustizia e Libertà, Brigata Gramsci) e contengono ordini del giorno, verbali, relazioni, quadri degli organici, parole d’ordine, elenchi di caduti e relazioni di carattere militare (vedi per esempio le carte relative al rastrellamento del gennaio ’45), carte del S.I.M., brevi comunicazioni dal Comando Divisione al comandante Conti della Colonna G.L. su richiami disciplinari e un carteggio tra il Comando e il Magg. inglese Gordon Lett.
Il Comando I Divisione Liguria è emanazione del Comando Unico IV Zona, nasce nel luglio 1944, impartisce direttive e assegna alle unità dipendenti un territorio da controllare, dà struttura militare ai reparti. Mario Fontana, ufficiale “in servizio permanente effettivo” si rivela l’uomo più adatto a svolgere il compito di coordinatore. Antonio Cabrelli (Salvatore, Nuvola) è il commissario politico, successivamente sostituito da Tommaso Lupi (Bruno), nel dicembre ’44. La sede del Comando si trova, inizialmente, presso Adelano di Zeri, fino al rastrellamento dell’agosto ’44, successivamente si sposta a Fontanafredda, nel Comune di Rocchetta Vara.
Dalla I Divisione Liguria, fino al novembre 1944 dipendono: la Brigata Garibaldina Cento Croci, la Colonna Giustizia e Libertà, la Brigata Matteotti-Picelli, la Brigata Garibaldina Antonio Gramsci, la Brigata Garibaldina Melchiorre Vanni, la Brigata Garibaldina Ugo Muccini e il Battaglione Internazionale di Gordon Lett.

I.3 Serie Comando Colonna Giustizia e Libertà

La serie consta di 695 carte, dal 20/06/1944 al 27/04/1945.
Sono lettere e dispacci contenenti disposizioni varie di scambio tra il Comando G.L. e il Comando Unico, comunicazioni con i battaglioni dipendenti (Val di Vara e Zignago), con il C.L.N.P. spezzino. Sono compresi ordini del giorno, relazioni, quadri degli organici, informazioni sugli armamenti, buoni di requisizione, dispacci su aviolanci. Si segnala inoltre la presenza di un documento che attiene la Brigata d’Assalto Lunigiana, nucleo primo della Colonna G.L.: un monito del comandante la I Compagnia, Dany (Daniele Bucchioni) ai civili che si danno al furto e al saccheggio (20/06/1944).
La Colonna Giustizia e Libertà è la più numerosa tra le formazioni partigiane, diretta emanazione del Partito d’Azione, apparso alla Spezia dopo il 25 luglio 1943.
Le radici della sua storia si trovano a Val di Termini e a Torpiana di Zignago tra il dicembre 1943 e il febbraio 1944; la formazione nasce, in parte sotto la spinta di alcuni rappresentanti del Partito d’Azione, tra i quali il genovese Giulio Bertonelli, in parte con il decisivo apporto di elementi locali, quali il gruppo di uomini raccolti attorno alla figura di Vero Del Carpio (Boia); la sua “banda” accoglierà anche gli uomini del vezzanese Gruppo Bottari (vedi anche Fondo II Attività Militare BIS Serie 16).
Torpiana è anche prima sede del Comando Militare del C.L.N.P. spezzino, già sotto il coordinamento di Mario Fontana.
La Colonna Giustizia e Libertà è dislocata nelle zone di Zeri, Rossano, Sesta Godano, Rocchetta e Calice e opera, in una prima fase, col nome di Brigata d’Assalto Lunigiana (ufficialmente dal marzo ’44). Il suo comandante è Vero del Carpio (Boia). Il Comando è situato sul Monte Picchiara, almeno fino al rastrellamento del 3 agosto. Il Picchiara è inoltre sede del campo base ove atterrano i materiali lanciati dagli alleati.
Dopo il rastrellamento del 3 agosto ’44 la Colonna si divide in 6 compagnie che formano due battaglioni. Il primo, il Val di Vara, sotto il coordinamento di Daniele Bucchioni (Dany), il secondo, lo Zignago, agli ordini di Ermanno Gindoli.
Vero Del Carpio sarà comandante della Colonna fino al momento in cui, passate le linee nel novembre ’44, si recherà nell’Italia liberata, a Firenze, continuando la sua opera in favore della Resistenza. Sarà Lorenzino Tornabuoni (Cino, Otello) a ereditarne il ruolo nella formazione.

I.4 Serie Comando I Battaglione Val di Vara

La serie si compone di 157 carte che vanno dal 28/07/1944 al 26/04/1945.
Comprende lettere e dispacci di scambio tra il Battaglione e il Comando G.L. e il Comando I Divisione Liguria, quadri degli organici, lasciapassare e scambi d’informazioni con il Comando Militare Alleato, tra le quali brevi comunicazioni di Gordon Lett e del Magg. Henderson a Daniele Bucchioni (Dany), comandante del Battaglione.
Il I Battaglione Val di Vara è uno dei due nuclei militari componenti la Colonna Giustizia e Libertà.


I.5 Serie Comando II Battaglione Zignago

La serie è costituita da 93 carte, dall’11/09/1944 al 21/04/45.
Si tratta di lettere di scambio col Comando Unico, col Comando G.L. e con altre formazioni. Ci sono quadri degli organici, informazioni sugli armamenti, relazioni sull’attività militare.
Il II Battaglione Zignago è la seconda componente della Colonna Giustizia e Libertà, è sotto il coordinamento di Ermanno Gindoli.


I.6 Serie Comando Raggruppamento Brigate Garibaldi

Comprende 181 carte del periodo compreso tra il 17/09/1944 e il 19/04/1945.
Sono documenti attinenti ai rapporti col Comando IV Zona, con la Delegazione ligure per le Brigate Garibaldine, coi Battaglioni Gramsci, Vanni, Matteotti-Picelli.
Contengono ordini del giorno, quadri degli organici, autorizzazioni e promozioni, relazioni di carattere militare.
Il Raggruppamento Garibaldi, idealmente ispirato dal Partito Comunista, conta formazioni che, in particolare dopo il rastrellamento dell’agosto 1944 si riorganizzano sotto le direttive del C.L.N. provinciale spezzino.
Fanno capo al Raggruppamento le Brigate Vanni, Matteotti-Picelli, Gramsci e Cento Croci.
La sua nascita, stando alle fonti documentali, si pone ufficialmente il 24 ottobre 1944 a Santa Maria di Scogna, nel corso di una riunione tra i comandanti militari e i commissari politici delle formazioni. Il Comando del Raggruppamento è affidato a Luciano Scotti (Vittorio).

I.7 Serie Brigata Gramsci – Battaglione Maccione

Comprende 26 carte dal 6/09/1944 all’11/04/1945.
Sono lettere di scambio tra il Comando Brigata e il Comando Unico.
Contengono relazioni su azioni militari, un elenco di feriti e un piccolo gruppo di carte che precedono la costituzione del Raggruppamento Garibaldi.
La IV Brigata Garibaldi Antonio Gramsci, come si evince da un documento del 7 settembre ’44, ha un primo inquadramento “esclusivamente locale”, infatti la maggioranza dei suoi effettivi proviene dalla vallata di Guinadi. Ha stretta collaborazione con la Brigata Melchiorre Vanni e, alla data dell’11 settembre ’44, ha una forza dichiarata di centodieci uomini.
Dopo il rastrellamento del 3 agosto ’44, la Brigata Gramsci, si riorganizza in due tronconi: l’uno nello Zerasco, l’altro nel Mulazzese, formato da uomini del vecchio Battaglione Picelli. Suo comandante è Giovanni Albertini (Luciano) e commissario politico è Armando Isoppo (Ezio).
Difficile comunque ricostruire la storia della Brigata, data l’esiguità dei documenti e l’assenza pressoché totale di letteratura in merito.

I.8 Serie Brigata Garibaldi Melchiorre Vanni

La serie conta 62 carte che coprono il periodo dal 6/09/1944 al 9/04/1945.
Si tratta del carteggio tra la Brigata e il Comando Unico e la I Divisione, nonché quello con il Comando Raggruppamento Brigate Garibaldi. Ci sono lettere che precedono la costituzione del Raggruppamento Garibaldi, relazioni su azioni militari, un elenco feriti, quadri degli organici e situazione degli armamenti. Si segnala, inoltre, la presenza di testimonianze post-Liberazione su alcune azioni della Brigata Vanni: la relazione di Franco Mocchi sul sabotaggio al Ponte di Caprigliola, quella relativa all’attacco a una colonna tedesca alle Lame di Aulla, sempre di Mocchi, la testimonianza di Domenico Salvadeo, staffetta della Vanni e i ricordi di Duilio Lanaro (Sceriffo).
Da segnalare, infine, anche una relazione sul rastrellamento dell’8/11/1944.
La formazione Vanni ha origine nel giugno ’44 per opera di Primo Battistini (Tullio). Egli fa opera d’aggregazione e, in poco tempo, la formazione passa da battaglione (il Signanini) a brigata vera e propria. La sua zona d’influenza si estende a gran parte del territorio zerasco, con fulcro ad Adelano di Zeri.
Dopo il rastrellamento del 3 agosto ’44 la brigata si riorganizza tramite l’attività del suo commissario politico Giovanni Albertini (Luciano), viene infatti meno la figura di Tullio, allontanatosi dalla formazione. Con Tullio vanno alcuni elementi della Vanni che andranno a confluire poi nella Brigata Garibaldi Ugo Muccini.

I.9 Serie Battaglione Matteotti-Picelli

La serie contiene 49 carte dal 27/06/1944 al 19/04/1945.
Sono lettere di scambio con il Comando I Divisione e con il Comando Raggruppamento Brigate Garibaldi; ci sono poi buoni di requisizione, relazioni sull’attività militare e ordini del giorno.
Il Battaglione assume fisionomia di brigata vera e propria con la fusione tra la Brigata Matteotti e il Battaglione Picelli. Quest’ultimo, nato in territorio parmense e dipendente dalla XII Brigata d’Assalto Garibaldi si trasferisce successivamente nello spezzino e accresce le proprie file con elementi locali. Il suo primo comandante è Fermo Ognibene (Alberto). Dopo la sua morte Dante Castellucci (Facio) lo sostituisce in toto. Il Battaglione è intitolato a Guido Picelli, antifascista parmense, combattente in Spagna. La Brigata Matteotti, invece, nasce nell’agosto ’44, su ispirazione delle forze socialiste; avrà come comandante Franco Coni e come commissario politico Vincenzo Puglia. Tra il novembre e il dicembre ’44 avviene la fusione tra le due formazioni e Nello Quartieri (Italiano) assume il comando della nuova Brigata Matteotti-Picelli. Franco Coni e Nino Ferrari daranno vita alla Compagnia Arditi, alle dirette dipendenze del Comando Unico.
La zona d’influenza della Brigata Matteotti-Picelli coincide, grosso modo, con il territorio del Comune di Sesta Godano.

I.10 Serie Brigata Costiera

La serie comprende 38 carte del periodo compreso tra il 7/11/1944 e il 30/10/1947.
Contiene un carteggio col comando I Divisione, relazioni sull’attività della Brigata, un elenco di patrioti e una lettera alla Commissione Regionale per il riconoscimento dei titoli partigiani.
La Brigata Costiera nasce tra il novembre e il dicembre ’44, opera nelle Cinque Terre, e aderisce alla I Divisione Liguria. Il suo comando è affidato a Luigi Lucchetti (Genovese) e commissario politico è Cesare Pilas (Cesare).
A partire dal marzo 1944 parte dei suoi uomini si aggregheranno a quelli della Brigata Garibaldina Cento Croci.

I.11 Serie Comando II Divisione Centocroci

Sono conservate 130 carte che vanno dal 10/08/1944 al 7/06/1945.
Si tratta di lettere di scambio con il Comando I Divisione, con il Comando IV Zona, con la Brigata Gramsci e con il C.L.N.P. spezzino, elenchi di patrioti e caduti e carte relative alla riorganizzazione della Divisione Cento Croci dopo il rastrellamento del 20 gennaio ’45. Da segnalare anche carte che riguardano questioni pendenti con la Brigata Beretta: lagnanze da parte del Comando IV Zona su competenze territoriali non mantenute e segnalazioni da parte del Comando I Divisione al C.L.N. parmense di atti di vero e proprio banditismo da parte di “elementi dell’unità Beretta” (vedi anche Fondo II Attività militare BIS Serie 13).
La II Divisione Cento Croci nasce a seguito della ridislocazione imposta alle forze partigiane dal rastrellamento del 3 agosto ’44 e coordina l’attività delle Brigate Varese e Zerasco.

I.12 Serie Brigata d’Assalto Garibaldi Ugo Muccini

Serie di 168 carte che coprono il periodo dal 15/08/1944 al 10/06/1945.
Sono lettere e dispacci al Comando I Divisione Liguria, al C.L.N. provinciale, e ad altre brigate; contengono ordini del giorno, quadri degli organici, relazioni sull’attività militare della formazione, informazioni su patrioti feriti e caduti; è presente anche una relazione sul rastrellamento del 29 novembre 1944.
La serie comprende infine il diario manoscritto di Ugo Muccini, l’operaio di Arcola, combattente volontario alla guerra di Spagna, caduto sul fronte dell’Ebro nel settembre 1938.
L’importante documento, pur esulando dal contesto strettamente cronologico delle carte di quest’archivio, è stato qui inserito in un ideale legame tra la vicenda dell’antifascista che l’ha redatto e quella della formazione che ne ha preso il nome.
Il manoscritto, tornato fortunosamente in Italia, è stato per anni conservato da Carlo Baudinelli, zio di Ugo, in Arcola.
La Brigata Garibaldi Ugo Muccini entra a far parte della I Divisione Liguria il 19 settembre 1944. E’ stanziata tra Aulla, Fosdinovo e Sarzana. Opera quindi, a tutti gli effetti nelle immediate retrovie del fronte. La Muccini è il risultato dell’unificazione di distaccamenti prima dipendenti dalla Divisione Lunense e degli effettivi del Battaglione Signanini di Tullio. In una prima fase la Brigata è retta da Mario Betti, successivamente da Piero Galantini (Federico), infine, dopo il 29 novembre ’44, da Flavio Bertone (Walter), suoi commissari politici sono Paolino Ranieri (Andrea) e Dario Montaresi (Brichè).
Dopo questa data la Brigata si scorpora in due unità: una di montagna e una di linea sul fronte tirrenico.