Archivio Storico

Presentazione (Patrizia Gallotti)
L’Istituto spezzino per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, nato nel 1972, si è sempre più caratterizzato come espressione organica e completa della cultura storica contemporanea locale.
La molteplicità d’iniziative, soprattutto nei settori della ricerca e della didattica, ha rafforzato i legami con il tessuto culturale cittadino e provinciale, dimostrando che l’Istituto è stato in grado di rapportarsi anche al dibattito scientifico nazionale.
Negli ultimi anni, e precisamente a partire dal 1998, è stato avvertito il bisogno di procedere ad una qualificazione del patrimonio documentale (più di 20.000 carte, suddivise in 7 fondi) dell’Archivio storico per poter comunicare quegli elementi essenziali necessari alla comprensione della dimensione storica contemporanea del nostro territorio (da ciò l’importanza attribuita alla ricostruzione della documentazione cartacea del periodo che va dal 1943 al primo dopoguerra). Grazie all’impegno dotto e generoso di Claudia Bocciardi e Chiara Simonelli e con il contributo finanziario della Regione Liguria, sono stati riordinati i fondi documentari per migliorare la conoscenza e la fruibilità dell’Archivio da parte di un pubblico non solo composto da studiosi e ricercatori, ma anche da soggetti orientati ad un approccio verso la storia e la documentazione storica per interessi più circoscritti.
La pubblicazione, nel 2004, del catalogo analitico “Inventario dell’Archivio Storico”, ha costituito lo strumento prioritario per la valorizzazione dell’Archivio resistenziale quale risorsa meritevole non solo di una dovuta azione di tutela e di conservazione, ma anche di una rinnovata “scoperta” come fonte di memoria storica e d’identità culturale locale.
Questa versione digitale del catalogo vuole essere la naturale evoluzione dello stesso strumento: la memoria storica e l’identità culturale al servizio della comunità.

Prefazione dell’edizione cartacea (Lorenzo Vincenzi)
Questa descrizione dei fondi e delle serie archivistiche del nostro Istituto rivela fin da principio un proprio duplice carattere; si tratta infatti del perfezionamento di un lavoro di raccolta, conservazione e catalogazione di un patrimonio documentario destinato forse ad arricchirsi ulteriormente, ma nello stesso tempo questa descrizione già suggerisce le linee essenziali per una ricostruzione della guerra di Liberazione (sul piano militare, politico, sociale) nella provincia spezzina e nei vicini territori del Parmense, della Lunigiana, della Riviera di Levante.
A una minuziosa ricostruzione delle tappe dell’organizzazione delle formazioni partigiane (dalla costituzione delle prime “bande” alla formazione del Comando Unico e alla determinazione della IV Zona Operativa) si affianca infatti una ricca documentazione sul retroterra politico di queste vicende.
Ma anche altri temi di notevole importanza trovano qui un prezioso fondamento documentario: dal rapporto con gli Alleati a quello con le realtà resistenziali delle zone limitrofe. Si tratta di rapporti la cui non infrequente “vivacità” può essere ricostruita ora con rigore e serietà.
Non sfuggirà dunque l’importanza di questa tappa segnata dall’operosità del nostro Istituto (e segnatamente l’impegno di Claudia Bocciardi e Chiara Simonelli) per fornire una essenziale documentazione a quelle ricostruzioni generali o a quegli approfondimenti analitici di cui avvertiamo sempre più la vitale importanza, scientifica e civile.
I sette fondi qui descritti offrono una indispensabile fonte e una preziosa occasione per gli studiosi, ma siamo convinti che essi arricchiscano notevolmente, sul piano civile, davvero tutti i cittadini di una Provincia insignita della più alta onorificenza al V.M..
Con questa profonda convinzione il nostro Istituto è orgoglioso di presentare questo che ritiene un fruttuoso servizio alla comunità degli studiosi e alla cittadinanza tutta.