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Difendiamo la Storia

La Storia ha diverse proprietà, alcune molto difficili da afferrare. Nonostante ciò, noi siamo invasi da questa materia in ogni cosa che facciamo e ci rivolgiamo ad essa nei più svariati modi:

Per esempio, aiuta a comprendere il presente perché solo una conoscenza della Storia può aiutare a capire ciò che ci circonda. Qualsiasi evento che viviamo presenta delle conseguenze che possono essere analizzate dai contemporanei e dai posteri, perciò studiare la storia offre strumenti d’inestimabile valore per la comprensione del presente.

In secondo tempo, l’interpretazione critica dello svolgersi della vicende umane del passato ci aiuta a capire il nostro ruolo nella società. L’identità di ognuno di noi dipende dal contesto culturale nel quale è cresciuto e ci si è formati. Perciò, il substrato culturale e sociale in cui viviamo è frutto di un percorso storico, di avvenimenti e stratificazioni che si sono susseguite e avviluppate tra di loro.

Infine, la storia aiuta a costruire il futuro. In qualsiasi momento della nostra vita come cittadini di uno Stato, lo studio della storia rappresenta una risorsa fondamentale. E non solo perché contribuisce alla comprensione del presente, ma perché ci porta a pensare quali conseguenze porterà questa o quella azione o quale futuro si possa costruire. Solo studiando la storia si comprende il contesto, e siamo direttamente responsabili del suo cambiamento.

L’ISR spezzino e il centro studi Memoria in Rete condivide e sottoscrive il Manifesto in difesa della Studio della Storia:

“La storia è un bene comune.

La sua conoscenza è un principio di democrazia e di uguaglianza tra i cittadini.

È un sapere critico non uniforme, non omogeneo, che rifiuta il conformismo e vive nel dialogo.

Lo storico ha le proprie idee politiche ma deve sottoporle alle prove dei documenti e del dibattito, confrontandole con le idee altrui e impegnandosi nella loro diffusione.

Ci appelliamo a tutti i cittadini e alle loro rappresentanze politiche e istituzionali per la difesa e il progresso della ricerca storica in un momento di grave pericolo per la sopravvivenza stessa della conoscenza critica del passato e delle esperienze che la storia fornisce al presente e al futuro del nostro Paese.”


– Andrea Giardina, Liliana Segre, Andrea Camilleri.

Leggi il manifesto

Le lotte dei lavoratori nella stampa locale

Per ricordare il Primo Maggio, da un’idea di Patrizia Gallotti e Tiziano Vernazza, curatori della mostra, è nata una piccola esposizione di testate locali che assumono un particolare valore dal momento che si tratta di significativo materiale periodico posseduto dalle biblioteche della nostra città.

Il periodico, gazzetta, foglio volante, o numero unico che dir si voglia, alla sua nascita, si presenta di importanza fondamentale per lo sviluppo di quei grandi processi storico-politici che hanno caratterizzato la rivoluzione borghese. E il movimento operaio, sin dalle sue prime lotte, si è ricollegato direttamente a questa esperienza.

Ha capito l’importanza straordinaria dello strumento stampa e ne ha fatto un mezzo di diffusione della propria azione sia sul piano teorico che sul piano dell’attività pratica.

Ne sono la dimostrazione alcune testate, in particolare alcuni numeri unici di indubbio valore e di forte valenza storico-documentale, conservati in originale, presso la Biblioteca civica “Ubaldo Mazzini”.

In questi fogli, di veloce elaborazione e di agile impiego, formidabili mezzi di propaganda e agitazione, si denunciavano gli abusi dei datori di lavoro e si riproducevano le rivendicazioni più sentite dai dipendenti, si sottolineavano momenti politicamente importanti, commemorazioni di date storiche e manifestazioni.

A partire dal 2003 i periodici storici d’interesse locale sono stati digitalizzati e resi disponibili su supporto elettronico.

L’esposizione sarà inaugurata il giorno 2 maggio e rimarrà visitabile dal 7 al 10 maggio negli orari di apertura del centro: dal lunedì al giovedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30. Al pomeriggio solo su appuntamento.

ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

L’anniversario della liberazione d’Italia (anche chiamato festa della Liberazione, anniversario della Resistenza o semplicemente 25 aprile) è una festa nazionale della Repubblica Italiana che ricorre il 25 aprile di ogni anno.

È un giorno fondamentale per la storia d’Italia e assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall’8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista.

Il 22 aprile 1946, su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il principe Umberto II, allora luogotenente del Regno d’Italia emanò un decreto legislativo luogotenenziale (“Disposizioni in materia di ricorrenze festive”) che recitava:

«A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale.»

La ricorrenza venne celebrata anche negli anni successivi, ma solo il 27 maggio 1949, con la legge 260 (“Disposizioni in materia di ricorrenze festive”), essa è stata istituzionalizzata stabilmente quale festa nazionale:

«Sono considerati giorni festivi, agli effetti della osservanza del completo orario festivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici, oltre al giorno della festa nazionale, i giorni seguenti: […] il 25 aprile, anniversario della liberazione;[…]»

Sandro Pertini proclama lo sciopero generale, Milano, 25 aprile 1945:

«Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.»

LUDOSTORIA

LUDOSTORIA
Ovvero: come apprendere la storia divertendosi

Sabato 13 aprile dalle 16:30 alle 20:30 e domenica 14 aprile dalle 9:30 alle 13:30

Due giornate di gioco per avvicinare la storia con una prospettiva diversa dal solito; imparare argomenti, concetti, termini ed eventi storici in modo appassionante ed avvincente.

In collaborazione con
Marcello Andolina dell’Associazione “La Forgia del Tempo”,
Luca Mariano archivista scuola AS di Firenze

A cura di
Tiziano Vernazza ricercatore ISR e Public Historian-Unimore

Saranno presenti alcuni degli autori che illustreranno i propri giochi

Secret Hitler, di Max Temkin, Mike Boxleiter e Tommy Maranges
Bella Ciao, di Vincenzo Ferrara
Black Orchestra, di Philip DuBarry
Prima Vennero, di Andrea e Alessandro Giovannucci
Dog Eat Dog, di Liam Liwanag Burke

Data la natura immersiva dei giochi e le tematiche affrontate, l’età minima dei giocatori è di 13+

LudoStoria!

Sabato 13 aprile dalle 16:30 alle 20:30 e domenica 14 aprile dalle 9:30 alle 13:30, il centro studi Memoria in Rete ospita due giornate di gioco sulla Storia.

L’iniziativa vuole coinvolgere un pubblico variegato, specialmente giovane, che spesso utilizza i giochi da tavolo per passare del tempo in compagnia.

Questi media possono essere un vero e proprio valore culturale per far nascere un proprio percorso storico utile a far conoscere nozioni, metodi storiografici e alcuni contesti nel mondo.

Le due giornate vogliono proporre una serie di giochi che hanno nelle modalità di svolgimento massimo 1,30/2 ore per gruppo, seguito da un supervisore.

Ci saranno giochi di ruolo legati al mondo partigiano e alle tematiche della persecuzione, della guerra e della deportazione, concessi dai creatori e presenti per illustrarli.

In collaborazione con l’Associazione “La Forgia del Tempo”, nella figura di Marcello Andolina e Luca Mariano (collaboratore centro studi Memoria in Rete), che forniranno i giochi e il personale.

I giochi vogliono essere una forma di narrazione storica che, però, si fruiscono in maniera diversa da quello che avviene con un libro o attraverso una lezione frontale.

In quest’ultimi casi si può definire passivo, nel senso che legge la storia che si legge ascolta e non può intervenire se non siamo direttamente interessati.

Subisce la storia, la vive, soffre per essa, la può interpretare ma non può modificarla.

Anche il cinema e il teatro sono forme di narrazione che, semplificando al massimo, hanno un’analoga fruizione passiva da parte dello spettatore, ma con la “Ludostoria” si vuole fare un passo ulteriore fornendo al “giocatore” e chiavi per apprendere come meglio crede, seguendo sempre un metodo storico e dei principi basilari.

Saranno coinvolte le scuole medie e superiori della Provincia e tutta la cittadinanza interessata.

I giochi (età minima 13 anni):

  • Secret Hitler, di Max Temkin, Mike Boxleiter e Tommy Maranges
  • Bella Ciao, di Vincenzo Ferrara
  • Black Orchestra, di Philip DuBarry
  • Prima Vennero, di Andrea e Alessandro Giovannucci
  • Dog Eat Dog di Liam Liwanag Burke