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Nasce l’associazione “Sarzana si può!”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della neonata associazione Sarzana si può!

La sfida di una profonda e inedita trasformazione. Come affrontare e vincere la sfida delle profonde trasformazioni economiche e sociali che la pandemia ci ha consegnato? Quali strumenti e azioni occorre mettere in campo per fronteggiare uno scenario completamente inedito e inaspettato? In che modo trasformare le difficoltà in occasioni di rinnovamento e di riscoperta di energie positive? Questi e molti altri sono gli interrogativi ai quali occorre al più presto tentare di dare risposte per fare in modo che la nostra città possa divenire laboratorio concreto di idee e proposte applicabili alla realtà che stiamo vivendo.

Novità e ribaltamento di schemi tradizionali dovranno necessariamente diventare le parole d’ordine in base alle quali ridisegnare il presente e il futuro di Sarzana e dei suoi abitanti. Serve un contributo ideale diffuso e vario, fatto di competenze diverse e di approcci propositivi con soluzioni rapide e realizzabili: spazi aperti da rivivere, servizi pubblici da ridisegnare, nuove fragilità da riconoscere e aiutare, una nuova cultura della vivibilità urbana e sostenibile che deve permearsi nella nostra comunità come l’unica e naturale panacea possibile, infrastrutture veloci, reti internet in ogni luogo pubblico e progressivamente in ogni casa, manifestazioni ed eventi distribuiti capillarmente su tutto il territorio; e ancora cultura come motore di crescita collettiva e di reale protagonismo dei cittadini, reti solidali e condivise per il rilancio del piccolo commercio; una ricettività misurata ma diffusa e di qualità; non più quartieri, periferie e centro storico ma un unico grande tessuto urbano collettivo da ricucire con percorsi nuovi e sostenibili; non più micro progettualità diffuse e fini a loro stesse ma opere pubbliche destinate a lasciare un segno tangibile e riconoscibile;

Sarzana ha in sé potenzialità straordinarie proprio per le sue caratteristiche. Se la pandemia ci ha insegnato qualcosa è senz’altro che “piccolo è bello, sicuro e vivibile” e proprio partendo dalle dimensioni comunque contenute della città possiamo ribaltarne e migliorarne l’aspetto, senza perdere la nostra identità. Sarzana deve essere protagonista di progetti di trasformazione, alla ricerca del compromesso migliore tra le esigenze delle persone e ciò che le città promettono di offrire.

Vogliamo raccogliere idee e contributi, aperti alla discussione e al dialogo, con un approccio riformista convinto e concreto. Vogliamo fare della nostra città un caso di scuola, anticipando e precorrendo i tempi. Insieme possiamo costruire le risposte alle domande della nostra comunità.

Sarzana Si Può! Sarà un cammino. Un cammino da fare insieme, un progetto aperto a tutte le energie che vorranno sprigionarsi per costruire, modificare, cambiare passo, guardare sempre avanti, non fermarsi mai.

2 giugno, Festa della Repubblica

Nell’ambito del progetto Memoria Visibile, in occasione del 2 giugno, Festa della Repubblica, l’Istituto spezzino per la storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea della Spezia presenta la proiezione del film Una vita difficile, regia di Dino Risi, con Alberto Sordi, Lea Massari, Franco Fabrizi (1961).

Interviene il Prof. Lorenzo Moretti.

Appuntamento giovedì 27 Maggio 2021, alle ore 17,30 presso il cinema Il Nuovo in via Colombo 99, La Spezia.

Ingresso gratuito previa prenotazione. Posti limitati.

Con il patrocinio oneroso Di Regione Liguria

Info e prenotazioni:
0187 24 422
348 554 3921
Cinema Il Nuovo

locandina dell’evento ISR

Le lotte dei lavoratori nella stampa locale

Con questa breve presentazione di testate locali si vuole porre l’attenzione sulla festività del Primo Maggio e sul valore che ha il lavoro, anche quello che spesso non consideriamo significativo.

Il periodico, gazzetta, foglio volante, o numero unico che dir si voglia, alla sua nascita, si presenta di importanza fondamentale per lo sviluppo di quei grandi processi storico-politici che hanno caratterizzato la rivoluzione borghese. E il movimento operaio, sin dalle sue prime lotte, si è ricollegato direttamente a questa esperienza. Ha capito l’importanza straordinaria dello strumento stampa e ne ha fatto un mezzo di diffusione della propria azione sia sul piano teorico che sul piano dell’attività pratica.

Ne sono la dimostrazione alcune testate qui rappresentate, in particolare alcuni numeri unici di indubbio valore e di forte valenza storico-documentale, conservati, in originale, presso la Biblioteca civica “Ubaldo Mazzini” della Spezia.

In questi fogli, di veloce elaborazione e di agile impiego, formidabili mezzi di propaganda e agitazione, si denunciavano gli abusi dei datori di lavoro e si riproducevano le rivendicazioni più sentite dai dipendenti, si sottolineavano momenti politicamente importanti e commemorazioni di date storiche e manifestazioni.

25 Aprile. In viaggio nella memoria

Ancora una volta ci apprestiamo a celebrare l’anniversario della Liberazione in modo virtuale e l’Istituto spezzino per la Storia della Resistenza e dell’età Contemporanea della Spezia ha in programma diverse iniziative che si svolgeranno nell’arco di tutta la giornata. Seguite la pagina Facebook dell’Istituto per avere accesso a tutti i materiali.

Si inizia alle 9.00 con 25 Aprile: I protagonisti e la Memoria, un estratto delle interviste ai Partigiani, dal progetto Voci della Memoria. La Liberazione nel ricordo delle donne e degli uomini della Resistenza.

Alle ore 13.00 verrà illustrato l’incontro: La guerra di Liberazione alla Spezia. Memoria e giovani in lotta a cura di Tiziano Vernazza, tenutosi il 21 aprile u.s. con i ragazzi delle scuole superiori.

Seguirà, dalle ore 15.00, la condivisione del docu-film “La battaglia dei Casoni (SP) 3 agosto 1944” dell’Associazione Stella Tricolore col contributo storico dell’ISR La Spezia.

Alle ore 17.00 si potrà vedere il video Cattolici e parroci nella Resistenza spezzina, di Egidio Banti (Agosto 2020).

Alle 19.30: I protagonisti della Resistenza spezzina: profili di uomini e donne che hanno fatto la storia.

Per tutta la giornata sulla pagina Facebook dell’ISR verranno inoltre pubblicati materiali della Rete Parri.

10 febbraio, Giorno del RIcordo

Il Giorno del Ricordo è una solennità civile nazionale che ricorda i massacri delle foibe e l’esodo giuliano dalmata. La data prescelta, il 10 febbraio, è il giorno in cui nel 1947 furono firmati i trattati di pace di Parigi che assegnavano alla Jugoslavia, l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza italiani.

Riportiamo la testimonianza di un giovane esule dall’Arena di Pola, periodico nato a Pola, oggi in Croazia, il 29 luglio 1945, sotto la spinta del Comitato di Liberazione Nazionale di Pola che aveva contatti con gli esuli giuliani in Italia e con il Comitato di Liberazione Nazionale italiano, di martedì 2 ottobre 1962:

“Sono una ragazza di quindici; anni, figlia di profughi istriani, nata a La Spezia nella caserma Ugo Botti che si trova nella frazione di Muggiano. Quivi abitai per quindici anni che per me trascorsero felici e sereni in mezzo a gente affratellata dall’esodo perché figli della stessa terra. Ecco come ricordo la caserma. Era un grande fabbricato, dove prima della venuta dei profughi alloggiavano i militari. All’entrata v’era un grande cancello che s’apriva dinnanzi ad una strada fiancheggiata da un albero a sinistra una casetta in un campo sportivo ed a destra un prato, dove i bimbi giocavano e le donne si sedevano a fare la calza e chiacchieravano. La caserma internamente sembrava un labirinto era percorsa da bambini nei lunghi corridoi dove per noi bambini era molto comodo giocare nei giorni lunghi e piovosi dell’inverno ricordo che avevo molte amiche e giocavamo sempre assieme, ma spesse volte le donne ci brontolavano perché le disturbavamo nei loro lavori. Dietro alla caserma v’era una cappella dove alla domenica veniva un sacerdote a celebrare la Santa Messa; accanto alla cappella vi era un negozio di commestibili e spaccio di vini un verduraio. Un mercatino in miniatura dove si riuniva la gente e per noi era molto comodo comperarvi. Io la caserma la ricordo cosi, piena di gente che viveva assieme come in una grande famiglia, e ne avrò sempre un caro ricordo. Entro le sue mura che hanno offerto a tanti profughi ospitalità ho passato dieci anni della mia vita.”


Riportato da
Annamaria Ambrosini

L’istituto storico spezzino ricorda il 10 febbraio perché nella Città della Spezia questo giorno riporta alla memoria la “Caserma Ugo Botti” della Marina Militare, dove furono accolti mille esuli istriani.

Approfondimenti

Nel 2019 l’iniziativa del Centro studi Memoria in Rete Foibe e Esodo: 1918-1956 la tragedia sul confine orientale ha visto un’esposizione di 10 pannelli della Fondazione Memoria della Deportazione (aderente all’Istituto Nazionale Ferruccio Parri) dal titolo “Fascismo, foibe, esodo” e la proiezione di filmati e documentari sulla tragica vicenda del confine orientale e dei polesani spezzini.

pannelli esposti, a cura della Fondazione Memoria della Deportazione.

Atti del convegno Fascismo, foibe, esodo tenutosi a Trieste nel settembre 2004, a chiusura del congresso nazionale dell’ANED.

Relazione di Enzo Collotti: L’Italia, un paese che non ha ancora fatto i conti col proprio passato – TR febbraio 1997.

Percorsi tematici per il Giorno del Ricordo e altra documentazione messa a disposizione dall’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia.

Giorno del Ricordo. 10 febbraio 2019